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Derek Davis “Revolutionary Soul”

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Porca paletta… che barba! Un altro disco solista di qualche stanco rimasuglio degli anni ottanta che ha registrato il disco nell’ex cameretta del figlio, ormai andato al college.

E’ questo quello che mi passa per la mente quando è in arrivo l’ennesimo “promo” trito e ritrito e per farci una recensione decente bisognerà far uscire il sangue dalle pietre!

Alcuni di voi ricorderanno Derek Davis come il cantante dei Babylon A. D., band della Bay Area che a cavallo degli anni ottanta e novanta pubblicò un paio di album notevoli sotto Arista, il debutto nel 1989 ed il successivo Nothing Sacred del 1992. Divenuti famosi per hit come “Bang Go The Bells”, “Hammer Swings Down” e “Kid Goes Wild” finendo perfino nella colonna sonora di Robo-Cop 2.

Dopo il diluvio universale grunge che tutto ha spazzato via ha continuato a pubblicare altri dischi minori con la sua band, scrivendo canzoni anche per altri artisti di successo. Nel 2013 ha pubblicato il suo debutto come solista dal titolo “Re-Volt!” arrivando poi a questo “Revolutionary Soul” che esce sempre per la Apocalypse Records.

Senza nessuna aspettativa, tranne la noia, mi appresto all’ascolto e dopo poche note dell’iniziale “Revolutionary Soul” vengo risucchiato in un vortice sonoro che mi fa roteare all’indietro in modo concentrico, cadendo in mezzo alla platea, grondante sudore negro, dell’Apollo Teather di Harlem, New York, in una qualsiasi data degli anni settanta. Altro che glam metal di serie B !!! Qua c’è soul, gospel e rhythm and blues, funk e perfino disco music !!! La title track è un rombante funk che pompa sangue mentre la voce roca e potente di Derek gira a pieni giri…accipicchia! …e chi se lo aspettava ??? Ritmo coinvolgente ed una voce che rapisce letteralmente l’ascoltatore per portarlo tra le braccia di nonno James Brown.… e di vero e proprio rapimento si tratta, lo dice anche il titolo del secondo brano “Rapture” dove è ancora il ritmo a provocare brividi di piacere.

C’è perfino una cover di “Valerie”, brano portato al successo dall’immensa Amy Winehouse (…ma originariamente scritto dai The Zutons)… la sorpresa è che la versione di Derek, pur non variando di molto l’originale, non la fa rimpiangere ma gioca ad armi pari con una delle più grandi voci di questo millennio.

Ancora funky indemoniato in “Think About It” bagnato da una coltre di psichedelia…mentre tra il soul ed il blues “Love and Abuse” che va in territori cari a Jamiroquai.

Si pesca nella preistoria della musica con la cover “Nobody Knows You When You’re Down & Out”, un standard blues originariamente di Jimmy Cox del 1923 (…ve la ricordate la bella versione acustica di Eric Clapton nel suo “Unplugged” del 1992 ?).

Spettacolare la delicata melodia di “Vicious Heart” dove Derek, con la sua voce, va a duellare insieme a Mick Hucknall e Rod Stewart.

Un’altra cover “Woman’s Gotta Have It”, questa volta di Bobby Womack, ancora atmosfere ariose, cariche di soul, con “King of Fools”.

La locomotiva del ritmo riparte decisa e sbuffante con “Picture of Love” fermandosi soltanto per il mood notturno di “Stop! Wait a Minute”, baciato dalla luna che rischiara i grattacieli di New York…gran finale con “All the Roads”, altro centro tutto cuore e sudore.

Quello che sbalordisce di questa bella sorpresa è che Derek Davis ha fatto tutto da sé, suonando tutti gli strumenti…chissà cosa sarebbe venuto fuori se questo bel disco fosse stato suonato da una big band vera!

Se non siete dei talebani del glam/street e vi piace spaziare ascoltato anche altre cose, il debutto di Derek vi rapirà sicuramente sorprendendovi e facendovi scuotere le budella…Che dalle vostre parti ci sia nebbia, neve, pioggia o qualsiasi fenomeno atmosferico tipico dell’inverno, “Revolutionary Soul” vi farà sudare grazie al caldo piccante che emana da ogni nota.

(2017 – Apocalypse Records)

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