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Imperial State Electric “All through The Night”

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Che dire di una vecchia volpe che risponde al nome di Nicke Andersson??? …tutti gli aggettivi su di lui sono stati negli anni usati e abusati e definirlo alla stregua di re Mida è ormai quasi riduttivo! Nicke, nella sua ormai lunga carriera, qualsiasi cosa abbia toccato si è trasformata irrimediabilmente in oro. “…Mamma, da grande voglio fare il batterista!” …e zac! Eccolo essere dietro le pelli di una delle band death metal rimaste nella storia del genere come gli Entombed (…il seminale “Wolverine Blues” è considerato un classico del death metal scandinavo dei primi anni ’90…).

Folgorato sulla strada di Damasco dal sacro fulmine del rock’n roll, a metà anni ’90, fonda con Dregen gli Hellacopters e …zac! Grazie a loro nasce non solo una band immensa ma una vera e propria “new wave” per l’hard rock a cavallo dei due millenni, dando l’input a decine di bands, di mescolare all’infinito ingredienti santi come il punk/garage, i Motorhead, primi Kiss, sleaze rock e attitudine stradaiola. Dopo un decennio di album fantasmagorici dove i nostri si sono sempre di più spostati su lidi seventies e classic rock, Nicke decide di scioglierli ed iniziare un’altra avventura con una nuova band, appunto gli Imperial State Electric… e che ti combina il buon vecchio Nicke? …zac! un’altra band con la “B” maiuscola dove l’irruenza di un tempo non è diminuita ma lascia sempre più spazio a svariate contaminazioni, dal country al brit pop.

Insomma, Nicke ha dalla sua un’inesauribile cascata d’ispirazione e riesce magicamente ad essere sia prolifico sia baciato dal talento della melodia e della scrittura forse solo come Ginger dei Wildhearts riesce ad esserlo. Quantità e qualità… sempre… senza sbagliare un colpo o quasi, sfoderando sempre album di una freschezza sorprendente.
All Through the Night”, il loro quinto album, fa parte di questa schiera, avendo al suo interno altri dieci piccoli gioielli rock da aggiungere ala sua lista infinita.

I suoi Imperial State Electric, album dopo album, si stanno sempre più allontanando dall’immenso fantasma che di nome fa Hellacopters, avendo ormai vita propria, pescando a piene mani da qualsiasi genere musicale possa andare bene per scrivere una canzone perfetta. Grandi melodie sempre in primo piano ed una riscoperta di tutte quelle atmosfere che il rock regalava a piene mani anche negli anni sessanta e non solo nel decennio successivo. Registrato al The Honk Palace, il suo studio personale e missato da Frans Hägglund (The Hives) “All Through the Night” riesce ad essere dall’inizio alla fine classic rock dal piglio moderno e sbarazzino senza mai suonare falso o di maniera.

Un più degno inizio non poteva esserci se non con la detonante “Empire of Fire”, un rockaccio in puro stile Hellacopters dove Nicke emana per l’ennesima volta tutto il suo amore per i primi Kiss
Ma già da “All Through the Night” viene fuori in tutto il suo splendore la vena melanconica di Nicke che dona al primo singolo un’atmosfera molto notturna.
Ci sono anche le canzoni sbarazzine e sculettanti tipiche degli Hellacopters che furono come “Remove Your Doubt” oppure “Bad Timing” e “Read me Wrong”.
Lo spettacolare country classico di “Break it Down” risulta dieci volte più incantevole grazie al duetto con la bella voce di Linn Segolson. Si torna al rock’n roll diretto con l’energica frustata di “Over ad Over Again” per poi passare all’ adorabile rock’n roll boogie molto anni ’50 di “Gett Off the Boo Hoo Train” nella quale il piano sorregge il ritmo frenetico e sferragliante del brano.
Nella penultima gemma dal nome “Would You Lie” gli Imperial State Electric si spostano in territori indie/garage che hanno il sapore delle cose migliori partorite dai Mando Diao (…altra band svedese da conoscere soprattutto con l’album “Give Me Fire!” del 2009). “No Sleeping” chiude l’album in modo pacato, quasi sussurrato con una melodia che non avrebbe sfigurato in un disco degli Oasis (…o dei Beatles, fate voi!…tanto è lo stesso!). Nicke, vecchia volpe, che dire! Zac ! altro disco, altro centro perfetto!

2016 – Psychout Records

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