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Lester And The Landslide Ladies “It’s All About The Result”

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Questa è una recensione che non avrei mai voluto scrivere. Non mi si fraintenda, il mio ‘status mentis’ non riguarda il gruppo o il contenuto del dischetto anzi, da quel punto di vista è solo un’altra ottima occasione per rimarcare quanto mi piaccia Lester e quanta gioia riesca a portare alle mie meningi uno qualsiasi (si, uno qualsiasi) dei suoi pezzi.

No, la questione è un’altra, It’s All About The Result è un gran disco, l’apice e la maturità raggiunta in tutto il suo splendore dalle Landslide Ladies, è summa e compendio della loro prolifica e preziosa produzione ma, ahimè, è anche il loro epitaffio, il canto del cigno. Basta, stop, fine corsa… per il sottoscritto un boccone decisamente amaro, una cosa alla quale, per quanto arrivi puntuale come le tasse per i gruppi che non si piegano alla logica dello show biz e continuano caparbiamente a credere in quello che fanno, non mi abituerò mai.

Un’altra eccellenza della ‘Italian Way Of Rock’n’Roll’ getta la spugna e rende un po’ più vuoto il mio piccolo mondo, anche se in questo caso, fortunatamente, ci sono ben nove CD (otto album ed un singolo, demo esclusi), a ricordarmi con dovizia di particolari (in studio od acustici, riarrangiati o live), ‘quanta roba’ fossero Lester e soci.

Confido che molti deragliati che leggono questo mio ennesimo delirio conoscano a memoria ogni singola nota del rocker modenese, ad uso e consumo dei neofiti diciamo che il sound è un meraviglioso cocktail ad alta gradazione alcoolica ottenuto da ½ di Ramones ed Heartbreakers, ¼ di Cheap Trick, una spruzzatina di Lords Of The New Church ed un pizzico di Hanoi Rocks, il tutto condito con piccante salsa Power Pop. Naturalmente per servire con la dovuta credibilità un simile mix d’ingredienti servono classe e personalità, estro e senso melodico, inoltre non guasta un pizzico di modestia, tutte caratteristiche che il buon Lester può vendere a pacchi.

Serve davvero parlare dei singoli brani? Naah… sono ben sedici, e dilungarmi su uno significherebbe sminuirne (a torto) un altro, da ‘Go Go’ e ‘Jagerbomb’ è un rocambolesco viaggio sulle montagne russe del più vibrante ed eccitante rock’n’roll, che omaggia Robin Zander e soci con una meravigliosa versione di ‘Surrender’ e termina solo con l’ultima nota di ‘Ain’t Never Gonna Change’, assaporateli tutti.

Le Landslide Ladies sono morte, lunga vita alle Landslide Ladies, anche se qualcosa mi dice che il buon Lester troverà presto il modo di tornare a molestarci…

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