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Claudia Schiavone

Freschi di uscita del terzo album e tour di spalla ai 69 Eyes gli svedesi Maryslim sembrano essere tornati alla grande alle radici scan dopo la parentesi più “sperimentale” di “Split Vision”. Mats, voce e chitarra della band ha scambiato due chiacchiere con Slam!

Parliamo un po’ del vostro ultimo lavoro, “A perfect mess”, da poco uscito. Mi sembra che per certi versi siate tornati allo spirito del vostro album d’esordio, con una vena meno “depressa” e sperimentale rispetto a “Split Vision”. Come è nato “A perfect mess” e con quali contenuti avete deciso di infarcirlo?
Direi che ci siamo limitati a fare un passo in avanti rispetto a “Split Vision” nel tentativo di scrivere canzoni ancora migliori rispetto a quello che allora era il nostro ultimo album. Abbiamo anche cercato di variare il nostro sound in qualche modo, mantenendolo sempre raffinato e levigato, ma con un che di più sporco e ruvido. Credo che “A perfect mess” testimoni la nostra maturazione e per la prima volta sento davvero il sound che stavo cercando.

Vi siete affidati ancora una volta a Peter Tägtgren, il chitarrista degli Hypocrisy, già con voi alla produzione di “Split Vision”. Come mai avete scelto proprio lui, che è conosciuto per aver collaborato con gruppi che propongono un tipo di musica molto diverso dal vostro, tipo Dimmu Borgir, Immortal, Children of Bodom, ecc…?
Noi tutti volevamo che “Split vision” disco avesse un suono più massiccio. Però non avevamo grandi idee su chi avrebbe potuto produrrlo. Poi Patrik, il nostro batterista, ha incontrato Peter. Noi ci abbiamo pensato un po’ su…con il suo progetto dei Pain avrebbe davvero potuto aiutarci a conciliare la melodia con elementi di scuola heavy, e alla fine abbiamo scelto lui. Gli abbiamo fatto avere il demo e gli è piaciuto. Lui non aveva mai fatto niente di propriamente rock e quando il produttore (Peter in particolare) vuole fare qualcosa non si può mica dire di no. Questo è un ulteriore punto a favore di Peter, che ci ha spinto a decidere di lavorare con lui. Sono realmente soddisfatto di “Split vision”, ma l’ultimo album è ancora migliore. Senza dubbio la scelta di affidarci ad un produttore metal è strana, ma secondo noi ne sarebbe potuto venire fuori qualcosa di ottimo.

In ogni caso, siete tornati su binari molto più commerciali, ma mostrando chiaramente una maturazione dal punto di vista del sound. Siete soddisfatti del risultato o avreste voluto qualcosa di diverso? C’è qualcosa che avreste cambiato?
No di certo. Non si fa uscire un disco se non si ha la convinzione che quello che è stato fatto sia il proprio meglio. D’altra parte tutto può essere cambiato, l’importante è che il passo successivo migliori sempre il precedente.

C’è una canzone che ritenete rappresentativa dell’album o alla quale tenete particolarmente e perché?
La mia preferita (anche se di solito non ne ho) è “Part of me”, e sai perchè? Perchè penso di aver scritto una buona canzone con delle belle melodie e questa è la mia vera passione!

E veniamo alla vostra versione di “This corrosion”. Avete scelto un brano non così scontato e devo dire che tra tutte le cover che avete riproposto, questa è una delle più riuscite…sound aggressivo, il giusto compromesso tra rock e dark. Di chi è stata l’idea?
Grazie per le belle parole! Fin dall’inizio si era deciso che Jyrki 69 facesse un’ospitata sul nostro disco, magari una cover o una bonus track. Ero in macchina e stavo andando in studio e i Sisters of Mercy hanno cominciato ad entrarmi in testa. Mi sono sempre piaciuti e quando ho proposto la cosa agli altri è venuto fuori che a tutti piacevano. Poi ho pensato alla voce di Jyrki e l’imprevedibile è diventato realtà: i Maryslim che coverizzano i Sisters of mercy. Abbiamo scelto proprio quella canzone perchè è un gran pezzo, fondamentalmente synth e avevo l’impressione che ne sarebbe potuta uscire una bella versione rock/metal. Dopo averla registrata eravamo ancora dell’idea di inserirla come bonus track, ma dopo aver sentito le parti vocali è stato quasi automatico decidere di includerla nell’album. Abbiamo anche girato un video, eravamo davvero entusiasti di quanto avevamo fatto.


E adesso dimmi se ti piacciono i Sisters of Mercy, vediamo se hai un’anima dark in fondo…?
Ma non ti ho già risposto? ahahaha Beh, parlo per me; io li ho visti due volte dal vivo e ho tutti i loro album perciò… posso definirmi mediamente fan ahahaha.

Lo scorso anno avevate fatto uscire l’EP “My Time” che doveva anticipare in qualche modo l’uscita del nuovo album. Perché il disco non contiene neanche un brano dell’EP?
“My time” era stato inizialmente concepito come singolo di “Split vision”; alla fine abbiamo deciso di far uscire due canzoni registrate durante le sessioni di “Split vision” che non sono poi state incluse nel disco, due cover e un video.

Avete da poco terminato il tour con i &69 Eyes, che rapporto avete con la band finlandese e che tipo di esperienza è stata?
È stato fantastico, abbiamo suonato di fronte a tanta gente e abbiamo ricevuto un ottimo riscontro. Non possiamo che essere soddisfatti di questo tour, non c’è stata una sola serata storta o noiosa che io ricordi.
I rapporti con Jyrki e i 69 Eyes sono davvero buoni soprattutto perchè siamo amici e ci apprezziamo a vicenda. Più che un tour sembrava di essere in una gita di famiglia ahahah.

Come è stata la risposta del pubblico alle vostre nuove proposte?
Ho avuto la sensazione che il pubblico fosse così vicino che quasi ci abbracciasse, non so se riesco a rendere l’idea. Invece, non so nulla di come l’album stia andando a livello di vendite.

Tutti pensano alla scena scandinava come ad una sorta di Eldorado. Per quella che è la mia esperienza, mi sembra che il punto forte della scena svedese sia il grande affiatamento che esiste tra le bands e la voglia di sostenersi reciprocamente e darsi una mano. Voi che la vivete in prima persona potete dirmi se questa mia idea è vera e quali sono invece gli aspetti negativi di essere una band in Svezia?
Si, sono d’accordo, non esiste competizione tra di noi, ma un lato negativo si… probabilmente ci sono troppi gruppi validi per un paese così piccolo ahaha.

Sempre in tema di Svezia, voi sfornate un gruppo al giorno praticamente e la cosa pazzesca è che di solito sono tutti bravi. Non vorrei essere troppo politicamente scorretta, ma c’è un gruppo che secondo te è stato sopravvalutato? E uno che invece non ha ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato?
Ce ne sono senza dubbio, ma non sarebbe educato stare qui a sparare merda sugli altri gruppi. Io ammiro qualsiasi gruppo che fa musica per il gusto di farlo e che si diverte suonando.

Ok, siamo alla fine. Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo. Ti lasciamo le ultime righe per salutare i lettori di Slam! e magari fare loro quando tornerete in Italia…
Grazie per l’opportunità che mi avete dato! Spero proprio di tornare presto in Italia. A voi lettori posso dire una cosa sola: fate sempre quello in cui credete e pensate sempre che nulla è impossibile perché se davvero lo sentite dentro di voi lo dovete e lo potete fare. Ciao a tutti!

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