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www.twistedsister.com

 

TWISTED SISTER
"Still Hungry"
Drakkar - 2004

E’ risaputo che gli anni ’80 abbiano dato tantissimo alla musica rock, con album destinati a rimanere nelle storia come dei veri e propri classici del genere.
Tra questi sicuramente figura “Stay Hungry" dei Twisted Sister, la formazione newyorchese guidata da uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, mr. Dee Snider.
Negli ultimi anni la ventilata reunion è avvenuta e nel ventesimo anniversario della pubblicazione del sopraccitato album arriva la versione riveduta e corretta (o sarebbe meglio dire arricchita) per un totale di ben 16 canzoni.
L’operazione in questione è comunque molto più che una semplice ripubblicazione con bonus-tracks... infatti le 9 canzoni dell’album del 1984 sono state completamente risuonate dalla line up originale beneficiando come è ovvio della tecnologia attuale e dando quindi una nuova veste a mega classici come “We’re Gonna Take It”, “S.M.F.” e all’inno generazionale “I Wanna Rock"... e davvero qui il termine “classico” non è di troppo... anzi.

Ad arricchire il cd troviamo poi 2 outtakes delle sessions originali del 1984, “Never Say Never” e “Blastin’ Fast & Loud”, completate in una session nel 1999 e assolutamente degne di figurare all’epoca nell’album, la colonna sonora di "Strangeland", il film scritto e interpretato da Dee Snider, ovvero “Heroes Are Hard To Find” ( bellissimo mid-tempo) e a seguire 4 nuove versioni di pezzi che avevamo avuto modo di ascoltare sulle 2 raccolte di inediti uscite negli ultimi anni.
Anche qui il suono è ovviamente migliorato di molto e pezzi come “Come Back” e “ Plastic Money” fatto il loro effetto, anche se il migliore è sicuramente “Rock’n’Roll Saviors", vero e proprio anthem da cantare a squarciagola.
Un disco consigliatissimo a tutti, dal fan di prima data a chi magari li ha scoperti durante la loro infuocata esibizione al Gods Of Metal 2004... in attesa di un disco nuovo di zecca e di un tour da headliner, e visto che a Balingen, in germania, saranno headliner del festival a giugno 2005... lecito sperare di poterli vedere anche dalle nostre parti... I WANNA ROOOOCK!!
Federico Martinelli

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www.starrats.net

 

STAR RATS
"Broken Halo"
Adrenaline Records - 2004

Attratto da questa copertina con un angelo che si sta facendo una pera e dal pay-off che dice "Modern Street Hard-Rock in the vein of HARDCORE SUPERSTAR, MOTLEY CRUE and SKID ROW ... Featuring ex members of PUSH, PRIME-TIME, DOGMOB and NARITA", scrivo subito alla band che, con mia sorpresa, sembra entusiasta del mio email dal momento che conoscono molto bene Slam!
"Sborrogioia" per qualche istante e poi mi accingo all'ascolto di questo "Broken Halo" per vedere se effettivamente la loro descrizione sia veritiera... Il CD inizia con la rocciosa "Demon" che se vogliamo qualcosa degli Skid Row potrebbe avere, ma nel resto del disco non sento troppo l'influenza della band di Nikki Sixx e Jocke Berg, ma più di quell'heavy rock granitico che strizza l'occhio a sonorità moderne, senza mai abusarne però!

Gli Star Rats arrivano direttamente da una scena hard/heavy europea ed effettivamente nei quasi 60 minuti di questo disco si avverte molto, infatti non possono passare inosservati i trascorsi di Kass e Post nei Push e DogMob, del drummer Braun nei Narita e Prime Time e del forntman Nico nei Fury e Killer Dollar Babies, perchè alcuni brani hanno proprio una matrice continentale e lontana da certe cose ultrapatinate d'oltreoceano: "Warrior" non sfigurerebbe in qualche album degli ultimi PRETTY MAIDS e TRACEELORDS, mentre il carrarmato sonoro di "Mountain of disbelief" mi ha dato modo di andare a ripescare gli svizzeri MUD SLICK nei mie scaffali.
Momenti più oscuri si alternano ad altri più melodici come nel caso di "Losing all is freedom", di "What doesn’t kill you" o della power ballad "Enlightenment years", ma non mancano episodi divertenti come l'hard rock n'roll di "Dancing with myself" (Generation X).
Moreno Lissoni

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www.swindleagogo.com

 

SALVATION STAR BRIGADE
"Pirate Love Sessions"
Demo - 2004

Tempo di cambiamenti per la band capitanata da Spinx infatti, dopo la dipartita di Jennyfer Star (ora ha una nuova band chiamata Starlet Suicide) e l'ingresso nel gruppo di Jimmy Bones, hanno inciso questo "Pirate Love Sessions" ancora sotto il nome di Swindle-a-go-go, ma giusto qualche giorno fa sono stato raggiunto da una mail del cantante che mi diceva che da ora in poi useranno il monicker di SALVATION STAR BRIGADE.

Sono 4 i brani che compongono questo demo e prendono un pò le distanze dal glam punk dal precendente "The Glamurder Traxx" per uno sleaze rock n' roll più vicino a sonorità DOGS D'AMOURiane con il sax di Volvex che si accende e spegne in diverse parti del lavoro.
Lo scorso anno ero rimasto ben impressionato dai Love Injections e a mio avviso a questo "Pirate Love Sessions" manca quella freschezza che i loro connazionali erano riusciti a dare al loro ep. Se vi piace il genere vale la pena dare un'ascoltata!
Moreno Lissoni

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www.thesexcrime.com

 

SEX CRIME
"When People Cry"
Metal Master - 2004

Mi aspettavo molto di più da questo CD: provacante cinesina in copertina, booklet e sito molto curati e contratto con la Metal Master dopo solo un demo! Forse avevo così tante aspettative che la mia delusione è stata maggiore, ma "When People Cry" oltre ad essere registrato in maniera poco dignitosa manca di quella vivacità e ruffianeria che contraddistinguono il genere.
Il gruppo è capatinato dal vocalist Ruben Sex Crime (ora rimasto l'unico membro) e spero che con i nuovi innesti si riesca a valorizzare pezzi che non sono male come la punkeggiante "Crazy Rock N' Roll", le ottantiane "Strange Girl" e "Virgin" o la lenta "Heart Of Darkness". In bocca al lupo!
Moreno Lissoni

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www.aftershok.com

 

AFTERSHOK
"Unfinished Business"
Self Produced - 2004

Dagli Stati Uniti, e piu' precisamente dalla costa Atlantica, arriva l'ennesimo combo dedito ad un Hard 'n Heavy classico tanto in voga un paio di decadi fa.
Appena inserito "Unfinished Business" nel lettore si viene trasportati direttamente nel lontano 1986: riffs di chitarra "trita-ossa", mid-tempo incalzanti, grandi assoli e tibriche vocali elevate e graffiate sono gli ingredienti che i nostri 4 rockers senza tempo hanno utilizzato per comporre l'intero album.

Titoli come "Armed and Dangerous" oppure "War Machine" (oltretutto si tratta della opener e della successiva) lasciano poco spazio all' immaginazione; l'ispirazione deriva direttamente dai Dokken di fine anni Ottanta, e in piu' di un occasione il buon George Mihalovich fa il verso a George Lynch (sara' l'analogia del nome?!), forse con qualche carenza dal punto di vista melodico, ma con poco da invidiare nella tecnica d'esecuzione.
Sono comunque presenti mid tempos che abbassano il valore complessivo del lavoro, per quanto riguarda il mio personale giudizio, e sono le successive "Remember", "Goin' my way" e "Bad Moon"; hanno infatti quel non so che di "riempitivo" che fa trascorrere i minuti senza alcun sobbalzo e senza note di merito... insomma non sono propriamente delle hits da ricordare nel tempo.

La media compositiva si alza sul finale con la granitica "Broken Wings", questa canzone ti fa proprio sbattere il testone!!! Ed anche la finale "All the way", un po' Priest/Accept nell'incedere, ha tutta l'aria di essere una killer-track in sede live.
Voglio spendere ancora due parole per l'ottimo singer Vic Hix, che definirei molto vicino allo stile di Dubrow o del piccolo Udo, con la "teatralita'" del grande R.J.Dio... insomma un tipo tosto il nostro Vic, un cantante grintoso e talentuoso che potrebbe tranquillamente emergere dal circuito underground.
Nota di colore, all'interno del libretto viene immortalata una serata live di supporto a NEVERMORE e SAVATAGE, la giusta collocazione per una band come gli AFTERSHOCK.
Paolo Pirola

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iggystreet71@tiscali.it

 

JACKY JAIL
"Demo 2004"
Self Produced - 2004

Fino al Glam Shot Festival di Bologna, questo nome era per il sottoscritto un vero punto interrogativo. Neanche il tempo di chiedere a un pò di gente "ma come sono stati 'sti Jacky Jail?" che mi trovo il CD nella casella della posta! Stracurioso, scopro che il cantante è un vecchio lettore di SLAM! dai tempi della fanzine cartacea ma, dopo aver inserito il cd nello stereo ho una brutta sorpresa: si sentono i primi 30 secondi e basta!
Tolgo il CD. Accendo computer e casse. Inserisco il cd... ma continua a saltare fino a bloccarmi completamente il computer. Rammaricato, segnalo subito l'episodio alla band che nel giro di una settimana mi fa avere una'altra copia... ma anche questa copia sembra non volerne sapere di funzionare ed inizio a maledire la marca del CDR!!
Bè, alla fine, provo con il computer del lavoro e finalmente riesco ad ascoltare questo demo, yoo!!!

Non ho una biografia e tantomeno un sito dove attingere informazioni, ma posso dirvi che la band si è formata nel marzo del 2004 per opera del cantante Alex Bop che, dopo anni di gavetta suonando la batteria è passato a prendere in mano il microfono (un giorno poi farò un'indagine per capire come mai molti batteristi hanno appeso le bacchette al chiodo per cantare e basta), coadiuvato da Erik Roll alla chitarra, Dave Perilli al basso e Iggy Street dietro le pelli.
I tre brani presenti puntano verso un hard rock di matrice americana: "Kiss Me", ma sopratutto "I Wanna Be Your Lover" mi ricordano parecchio i danesi PUSH così anche la spassosa "Susy" sembra essere partorita dalle mani degli ex-SATERIA.
Partenza più che buona, ora aspettiamo un'album completo!
Moreno Lissoni

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www.innuendorocks.com

 

INNUENDO
"Half Empty"
XLR8 Records - 2004

Ricordo di averli intervistati nel 1999 sul numero 8 di SLAM! con l'uscita di "Three" e dopo aver realizzato altri 2 cd ("Raining in Mexico" e "Live!") riecco tornare sul mercato il trio di Phoenix capitanato da chitarrista Brett Richey con il loro sesto CD sempre per la XLR8 Records. Nella busta oltre al CD mi trovo un libretto molto professionale che racconta e illustra le tappe fondamentali del gruppo dell'Arizona, accompagnato da un pacchetto di cerini con la copertina dell'album... simpatico souvenir.

I 13 pezzi presenti non segnano alcuna variazione rispetto alle loro vecchie performance, brani ottimamente eseguiti con una predisposizione per l'aor più melodico, a volte più bluesy, a volte più pop, dove si alternano con sapienza chitarre acustiche e elettriche e immancabili intrecci vocali. Manca forse l'"hit" perchè non vedo spiccare brani su altri risultando così un lavoro leggermente piattino se pur ben suonato e strutturato, che volendo può ricordare un mix tra Mitch Malloy e il Sammy Hagar solista. Consiglio l'ascolto comunque di "It's All the Same to You", "Die In Her Car", "Right Here" e la cover di "Oh Darling" della premiata ditta McCartney/Lennon sul loro sito per farvi un'idea di "Half Empty".
Moreno Lissoni

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www.cdbaby.com

 

THUNDERTRAIN
"Hell Tonite!"
Gulcher Records - 2004

Disponibile da luglio il live “Hell Tonite!” dei Thundertrain, rock’n’roll band di primo piano della 70’s Boston scene (tornata on the road dal 2002 con la line-up originale) ed autrice nel ’77 del fondamentale “Teenage Suicide”, recentemente ristampato in CD dalla Gulcher Rec. ed in vinile dalla nostrana Rockin’Bones. Il CD presenta la band al top della forma, catturandola nella sua dimensione ideale durante uno degli ultimi live show dei 70’s, registrato il 1° Febbraio 1979 al Summit Club di Peabody (MA) per il programma radiofonico WCOZ Playback.

I nastri, ottimamente rimasterizzati, rendono finalmente giustizia al suono della band, che esplode in tutto il suo fragore (purtroppo “Teenage Suicide” era penalizzato dalla pessima produzione): torrido rock’n’roll suonato con carica, passione ed energia, sezione ritmica compatta, precisa e martellante, pregevoli intrecci di chitarra con la solista/slide di Steven Silva in grande spolvero, il tutto a conferma di come i nostri fossero una “Live Band” estremamente coinvolgente, con un “Cowboy” Mach Bell trascinante ed aggressivo come ci aveva abituato nelle performance registrate live al “Rat” di Boston. La presenza di 7 tracce inedite rende ancor più appetibile il CD: “Afterschool”, “Readin’Riotin’Rock’n’Roll”, “Counterattack”, “Got Past You”, “Anything Money Can Buy”, la cover “Dirty Water” degli Standells ed una grintosa versione di “Mama Weer All Crazee Now” degli Slade.

Non mancano ovviamente i loro cavalli di battaglia, da “Hell Tonite” che apre le danze nel modo migliore scaldando l’audience alla bellissima “I Gotta Rock”, trasformata per l’occasione in un autentico “manifesto” con Mach Bell che aizza il pubblico sfottendo alla grande il movimento “Disco Music”, scimmiottando bands come i Village People e facendo urlare a squarciagola all’audience lo slogan “Disco Sucks” ( frase prontamente censurata dai bigottissimi Americani con un fastidioso fruscio… bah…), da “Love The Way” e “Forever & Ever” fino alla conclusiva “Hot For Teacher!” dal vivo ancor più trascinante ed irresistibile. Senza dubbio un CD perfetto per i Rockers più duri ed incazzati, i Bikers ed i Southern Rock Junkies per una band che, citando la frase in chiusura delle sleeve notes, era: “Too polished for the punks. Too raw for the mainstream. Too bad it ever had to end. Long live the legendary Thundertrain!”. Parole sante ragazzi, parole sante...
Gaetano Fezza

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www.deadlinemusic.com

 

HOLLYWOOD ROSE
"The Roots of Guns n Roses"
Deadline Music - 2004

Guarda un pò, a volte sogni qualcosa che accade veramente! Dopo una ricerca spietata della suddetta chicca (costata ben 21 euro... azz) eccomi finalmete a tributare il mio giudizio da fanatica al cd che ci dona finalmente l'idea sonora di come fossero i Guns n' Roses dei primordi.
Ma prima ripercorriamo la storia della genesi: correva l'anno 1981 d.c. quando il mansueto Jeff Isabelle/Izzy Stradlin si muove da Lafayette (Indiana) alla volta di Hollywood CA, seguito a ruota dall' irrequieto amico William Bailey/Axl Rose. Sul luogo si trovano già i due chitarristi losangelini Chris Weber e Tracii Guns il quale, pressato dalle richieste del suo compare di metter su un gruppo, gli dà due di picche poichè già impegnato coi suoi L.A.GUNS. Avviene che Tracii presenta Chris a Izzy, scocca la scintilla tra i due giovani che, alla ricerca di un cantante si accaparranno il talentuoso Axl. Dopo due mesi dalla prima jam insieme la band è pronta a registrare in uno studio di Hollywood-pagato dal padre di Chris-le cinque tracce contenute le cd. Ovviamente con Axl alla voce, Izzy e Chris si arrangiano al basso e chitarre con Johnny Kreis alla batteria. Susseguitesi le prime gigs col nome di "A.X.L" nel 1983 i tre rockers acquistano un bassista e un batterista trasformandosi in "Rose" e finalmente in "Hollywood Rose".

Abbastanza commovente no? Vabbè... proseguiamo. Come anticipatovi le tracce sono 5, cioè 15 suddivise in: versione demo originale; remix dell' ex GNR ritmico Gilby Clarke e remix di Fred Coury dei CINDERELLA. Ora ci si può chiedere il perchè Gilby abbia sovrainciso la chitarra di Tracii Guns su "Shadow of your Love" e "Reckless Life", perchè modificare le tracce originali?? Ci si può anche chiedere perchè il batterista dei Cinderella abbia questa passione sfrenata per il riverbero sulla voce, ma chi se ne importa, basta selezionare lo stereo da 1 a 5 ed il gioco è fatto! Estasi dei sensi :la voce di Rose ragazzino, più stridulo e urlante che mai, gaudio immenso.Vene metal e ritmiche tutt' altro che tenere bastano e avanzano per capire il motivo del grande boom successivo della band con Slash e Steven annessi più tardi. E' bello capire come sono nate "Anything Goes" e "Reckless Life", sentire tutta le vene dell' ugola di Mr. Rose esplodere nelle tiratissime "Killing Time" e "Rocker" e ritrovare "Shadow of your Love" in una versione più decente rispetto a quella presente su certi demo abusivissimi di tempo fa.
Apprezzabile anche il booklet interno con foto dell'epoca e locandine (sullo stile di quello del "Live Era"). Nonostante io stessa ammetta che questa è un'operazione di sfruttamento commerciale bello e buono ho finalmente chiuso il cerchio storico... ora ci mancano solo le registrazioni segrete dei primi vagiti nella culla e non manca più nulla!
Michy "Uzy"

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www.boogiestuff.com

 

BOOGIE STUFF
"Have Mercy!"
Sky Studio - 2004

Solo qualche giorno, pescando a caso tra i miei scaffali di CD e arrivato alla letter "d", mi era capitato tra le mani "Messing With The Blues" dei Dream Police, disco atipico per una band norvegese improntato su sonorità blueseggianti (mavà?!) e neanche a farlo apposta, il giorno seguente ho ricevuto questo splendito "Have Mercy!" da Bobby Altvater (Affair, produttore dell'album) che, ha in comune con il disco sopracitato l'amore per il blues rock.

Maniaco della grafica, apprezzo subito la cura del digipack e il tamburo di una pistola carica stampato sul CD, e inizio ad ascoltare questo lavoro - il terzo per questo trio tedesco attivo da ben 15 anni e composto da Horst Tolks alla chitarra e voce (ex Jimi & The Zodiacs), Andy Brötzner al basso e Fred Forrester alla batteria (entrambe ex Love Child) - che presenta un copioso numero di cover alternato ovviamente ai pezzi della band, un pò pochini a dir la verità, ma davvero ottimi come "Long Way To Memphis", "Desert Night" o l'hidden track strumentale "Racing Boogie", quest'ultima ideale colonna sonora per qualche spot sulle corse/motori.

Atmosfere da saloon e da highway americane vivono in queste 15 composizioni ed è sempre bello riascoltare brani come "Homesick" dei The Atlanta Rhythm Section, "Don´t Believe A Word" dei Thin Lizzy o "Just Got Paid" degli ZZ Top, ma fa ancora più effetto sentire prendere in mano il microfono ad uno special guest d'eccezione, l'ex Frank Zappa Jimmy Carl Black che, raggiunge sul palco il gruppo e si esibisce in 3 pezzi live: "Indian Of The Group", "Who Did You Love" e "Black Limousine".
Si tratta di un prodotto specifico per gli amanti del genere e della buona musica in generale.
Moreno Lissoni

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www.bonedrivers.com

 

THE BONEDRIVERS
"Promo"
Preview/Advance Recording - 2004

Keith Karloff, meglio conosciuto come leader dei Gone Jackals, ci da un assaggio del cd che sta registrando con la sua nuova band, The Bonedrivers.
La band ha una intensa attività live in California (specialmente zona San Francisco) e finalmente ci permette di ascoltare questi 3 brani rock blues che anticipano il loro cd debutto che uscirà fra pochi mesi per la "BlueBlack Records".
Il riff R'n'R bluesy di "Who Burned My Building Down?" ci ricorda molto da vicino il mitico Jimi Hendrix e la voce, grandi bluesmen come BB King (per citarne uno). La canzone è molto bella, suonata con grande stile '70s.

"Live To Ride" è un vero e proprio inno biker. E' un pezzo spensierato, come appunto il titolo lascia intendere, sembra di avere il vento tra i capelli e un bel paio di ali. Un bel country, perfettamente accoppiato con la voce di Karloff.
L'ultimo pezzo di questo advance cd, "Light Of The Morning Sun" inizia con un intro di slide che introduce un R'n'R vecchio stile che non tramonta mai. Canzone decisamente gradevole. L'advance cd è sicuramente positivo, aspetto di sentire il cd definitivo. Sicuramente pezzi più energici non stonerebbero, visto che Karloff nel 1995 aveva sfornato davvero un bel sound con i Gone Jackals nel loro miglior cd "Bone To Pick".
Stiamo a vedere cosa ci riservano Keith & co. Band che piacerà sicuramente a chi apprezza gli anni '70.
Carlo Mazzoli

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www.dolmusic.de

 

DOGS ON LEAD
"Play It Loud"
Self Produced - 2004

Non li definerei proprio una 'new entry' visto che sono nati nel 1986 questi 4 tedescotti, che dopo aver cambiato il loro nome da Streetfire a quello attuale e aver prodotto poca roba, escono finalmente con un CD di 6 pezzi autoprodotto dal titolo "Play It Loud".
I 4 musicisti di Hannover pescano da un repertotio tutt'altro che crucco, ma si dirigono verso delle sonorità improntate sull'hard rock classico come ce lo dimostra la traccia che apre il lavoro, "R.I.P. OFF", 4 minuti e 20 secondi dove Christoph Miethe, Jost Schlüter, Philipp Kloppenburg e Thomas Fallschessel giocano a fare gli AC/DC.

Il vero punto di riferimento però non è la band australiana, ma bensì i VAH HALEN, infatti pezzi come "Encounter" e "A Day In Arabia" sembrano arrivare direttamente dal repertorio dei fratelli olandesi anche se con le giuste proporzioni...
Con la power ballad "Take Hold Of the Flame" si strizza l'occhiolino a sonorità più settantiane, ma nel contesto un CD di onesto hark rock che si fa ben ascoltare dall'inizio alla fine.
Moreno Lissoni

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www.planethard.net

 

PLANET HARD
"For Everything"
Self Produced - 2004

Di solito non uso recensire promo masterizzati di un solo brano perchè difficilmente riesco a dare un giudizio complessivo sulle vere capacità di una band e sulla loro professionalità, ma siamo a novembre, si avvicina Natale e mi sento più buono...
Quindi, non mi resta che introdurre questa band che fino a poco tempo fa girava la Lombardia come cover band proponendo un repertorio ultra anni 80 con i soliti classici di Bon Jovi, Skid Row, Guns N' Roses, Motley Crue, ecc...
Fortunatamente il gruppo ha iniziato a produrre musica propria e dalle menti di Marco Sivo (voce), Marco D'Andrea (chitarra), Alessandro Furia (basso) e Stefano Arrigoni (batteria) è nata questa "For Everything", pezzo 100% di hard rock melodico dove i paragoni con i vari EYES, DANGER DANGER, ecc... si sprecano.
La registrazione è ancora un pò impastata, ma si può però notare la buona capacità tecnica del quartetto milanese che spero sia in studio a realizzare in loro futuro esordio discografico.
Moreno Lissoni

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www.silvertidemusic.com

 

SILVERTIDE
"Show and Tell"
J Records - 2004

Da parecchi mesi si parlava dell’esordio discografico sulla lunga distanza del quintetto americano, grazie ad un paio di ep e singoli circolati ma soprattutto per il fatto di essere stati scelti dai Van Halen come band di supporto per il tour americano.
Con grande gioia posso affermare che le aspettative non sono andate deluse... anzi... "Show and Tell" è secondo me il miglior album d’esordio di questo 2004... un disco fantastico fatto dai 5 ragazzi di Philadelphia che nonostante la giovane età hanno raccolto l’eredità delle grandi rock-bands del passato tirando fuori un disco che coinvolge totalmente dalla prima all’ultima canzone.
Siccome è difficile parlare senza fare dei riferimenti precisi, potrei dire che ascoltare questi pezzi mi ha fatto riandare indietro al 1990, quando "Shake Your Money Maker" dei The Black Crowes fece conoscere i corvacci al mondo.

La similitudine è dettata soprattutto dal cantato di Walt Laffy, molte volte vicino al miglior Chris Robinson e da un’attitudine chiaramente 70’s , figlia delle grandi bands che gli Stati Uniti d’America ci hanno regalato in quegli anni.
Non pensate però ai Silvertide come ad una band di nostalgici, tutt’altro... la produzione di Oliver Leiber è spettacolare, e il lavoro in fase di mixaggio di un altro grande vecchio, Kevin Shirley, rende piena giustizia al sound fresco e avvolgente della band.
Per rendersi conto di quanto detto basta ascoltare l’opener “Ain’t Comin Home”, ovvero come sotterrare in quattro minuti una schiera di aspiranti rockers delle mutua... riff poderoso, melodia, coro che ti si ficca in testa dopo 30 secondi, assolo incendiario di Nick Perri dopo break ansimato... in due parole... Rock’n’Roll…

Trasuda di southern "S.F.C." (So Fuckin’ Crazy) con una prova ancora maiuscola di Walt Laffy, mentre “California Rain” ha un potenziale radiofonico a mio avviso spaventoso... ma non perché il pezzo sia molle o commerciale... ma perché è dannatamente adatto ad essere ascoltato in qualsiasi ora della giornata visto il buon umore che trasmette.
Altro pezzo da 90 è “Mary Jane”, che nel suo incedere mi ha ricordato una delle mie bands preferite di sempre, i Junkyard, non foss’altro per un’attitudine “in your face” da applausi.
Con “Heartstrong” ci troviamo di fronte ad una ballata intensa, per nulla scontata e anche qui dal potenziale airplay notevolissimo... cesellata da un solo breve ma azzeccatissimo... unico pezzo questo che in un certo modo potrebbe richiamare il cosiddetto “nu-breed” tanto in voga negli States.
Ma è solo un attimo perché con “To See Where I Hide” si riparte sulla strada del grande rock... Led Zeppelin meets Aerosmith?
Chiudo segnalando Foxhole J.C., altro pezzo bellissimo con un gran lavoro della coppia di chitarristi... pura goduria per le mie orecchie!
Beh, la fine dell’anno si avvicina... senza dubbi i Silvertide tra i primi 3 della mia personale classifica.
Federico Martinelli

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kingsxonline.com/
jellyjam

 

THE JELLY JAM
"2"
Spv - 2004

La seconda uscita del tre-pezzi Jelly Jam ha l’intento di staccargli di dosso la fastidiosa etichetta di “side project” e definirli finalmente come un gruppo vero e’ proprio: per quanto mi riguarda, obiettivo raggiunto.
Per i meno informati, si tratta di un cosiddetto “supergruppo”. Per l’esattezza, ci troviamo di fronte alla creatura del bassista John Myung (Dream Theater), accompagnato dal chitarrista e vocalist dei King’s X Ty Tabor e da Rod Morgenstein. Il progetto ebbe inizio in realta’ diversi anni fa sotto il nome Platypus, ma dopo due albums (“When Pus Comes to Shove” e “Ice cycles”) e la dipartita del tastierista, la formazione venne ribattezzata e diede alla luce il debutto “1” nel 2002.
Cosa aspettarsi dunque da un simile miscuglio? Un album vario, molto influenzato dagli anni 70 ma aperto a diverse correnti che hanno caratterizzato gli ultimi 40 anni di rock e pop. Un sapiente miscuglio di Black Sabbath, Beatles e Jane’s Addiction, come dice la presentazione, e per citare qualcosa di meno imponente ma caro ai lettori di questa fanzine, ci trovo qualcosa degli Enuff’z’Nuff piu’ melodici.

Un lavoro di indubbia qualita’, frutto di esperienza ma anche di grande creativita’ e apertura mentale. Godibile, rilassante, ricco di atmosfera, come anche di “sorprese” rock, come la energica “Runaway”, che irrompe a dare una sferzata dopo oltre venti minuti di melodia filosettantiana. “Empty” ha quasi quasi una vena di Pearl Jam qua e la, seguita da “Drop the Gun”, il pezzo forse piu’ cupo di questo album, in gran parte strumentale. Ma il pezzo che mi e’ fissato in testa piu’ rapidamente e’ l’ottima “Allison”. I cori mi ricordano qualcosa di inizio 80... Forse i Marillion?
Quel che e’ certo, si tratta di un album che va ascoltato dall’inizio alla fine. Mettere insieme personalita’ cosi creative e cosi differenti puo’ creare un gran casino, o un lavoro vario, completo e valido come quello che sto ascoltando.
Cristina Massei

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www.sideone.it

 

SIDE~ONE
"Sexy Telephone"
Self Produced - 2004

Con all'attivo un demo CD autoprodotto, numerose esibizioni live di supporto anche a combi più rinomati, ritornano a farsi sentire i Side~One con il nuovo singolo di 2 pezzi che segna un buon passo in avanti rispetto alla vecchia produzione.
Si parte alla grande con "Sexy Telephone" che non è la cover degli Smelly Boggs, ma bensì una spassosa glam rock song con tanto di cori femminili, ruffiana e catchy al punto giusto, sicuramente il miglior pezzo partorito dalla band veneta fino ad ora.

L'altra traccia che compone questo singolo prende il nome di "Devil's Nails", un'hard rock di derivazione scandinava ma che ha nella durata (6 minuti e 26 secondi!) la pecca più grande e che mi fa preferire la prima senza nessuna esitazione.
La resa sonora non è ancora ottimale, spero che rimedieranno con l'incisione del full-legth cd e che continueranno su questa linea meno... scan! In bocca al lupo!
Moreno Lissoni

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THE HOPINELL
"Limited Edition Killers"
Demo - 2004

Arrivano dalla provincia di Torino questi Hopinell nati nel 2000 dai chitarristi Vito Bertolo e Simone Saoncelli, e dal bassista Antony Governali al basso a cui in seguito si sono aggiunti Vincenzo Piperno alla batteria, Andrea Crespi prima voce, poi tastiere e Massimiliano Morganti al microfono.

"Limited Edition Killers" nonostante sia solo un demo ha una registrazione sopra la media e anche la band sa come si suona e ciò mi fa ben sperare per il futuro, sopratutto perchè i 3 brani che compongono questo mini cd riescono subito a catturare la mia attenzione: "Cry Baby In the Rain" è un'hard rock oscuro con un cantato che mi ricorda molto quello di Ian Astbury, mentre "Ash From The Flesh" è un vigoroso melodic hard rock condito da tasti d'avorio, cori e chitarre.
A chiudere il tris di canzoni ci pensa l'heavy rock "I Chase The Man" che vedrei bene in sede live.
Partenza buona ora non ci resta che aspettare sito e ovviamente un album completo!
Moreno Lissoni

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www.marlasinger.net

 

MARLA SINGER
"Senza Luce e Colore"
Artenativa - 2004

Hanno già un video in rotazione su AllMusic e MTV (che anticipa di qualche mese l’uscita del primo lavoro discografico), e anche se non fanno glam e cantano in italiano (cosa che non mi è mai piaciuta) devo dire che la traccia in questione mi ha davvero convinto sin dal primo ascolto.

“Senza luce e colore” è una di quelle canzone che fino a qualche tempo fa mi avrebbe fatto storcere il naso per via di quelle sonorità pseudo alternative poco affini con l'hard rock classico, ma nonostante ciò sono riusciti a convincermi a scrivere qualcosa su di loro anche se vado contro il 99% del target di SLAM!.

Il quintetto toscano prende il nome da un personaggio di "Fight Club" che racchiude bene il significato e la musica dei nostri "Marla é una ragazza che vive immersa nella doppiezza del proprio tempo, non come critica osservatrice, ma coinvolta, trascinata, attratta dalla dolcezza come dalla perversione, attratta dalla vita".
Se siete vecchi nostangici o glamster convinti lasciate perdere, se invece amate il rock a 360° vi consiglio di dare un'occhiata al loro sito e ascoltare questo brano: www.marlasinger.net!
Moreno Lissoni

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digilander.libero.it/
gattitude

 

G@TTITUDE
"Rock Target"
Self Produced - 2004

Con piacere prendo atto del numero crescente di gruppi dediti all'hard rock e di questo ritorno fanno parte anche tali G@ttitude che confezionano un prodotto molto professionale, sia dal punto della registrazione che nella presentazione grafica del CD.
La band è attiva da 5 anni e dopo vari cambi di formazione e di generi di rock proposti, ha realizzato il suo debutto dal titolo "Rock Target", 6 pezzi più una bonus track in cui il quartetto si cimenta in un'hard rock di vecchio stampo.

I pezzi non sono male, non brillano per origalità certo, ma si fanno ascoltare (vedi ad esempio "Powerhead" e "Mr. Rocker"), ma a mio avviso la produzione mi sembra un pò fiacca e avrebbero giovato delle sonorità più grezze e meno pulite che mi fanno sembrare la maggior parte dei branii una versione rallentata dei Junkyard.
Moreno Lissoni

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HUNDRED MILLION MARTIANS
"Solid Rock Planet"
Plastic Passion - 2004

Terzo album per questi cinque finlandesi di Turku dopo il debutto del 1997 ("Martian Arts") e "Mars Bar" del 1999. Pensavo di trovarmi di fronte al solito disco di scan rock dalle forti tinte punkeggianti, ma mi sono dovuto ricredere, infatti, ci sono si massiccie dosi dosi di punk rock, ma la colonna portante di questo "Solid Rock Planet" è un rock'n'roll venato da sfumature glam, una sorta di bubblegum del 2000.
Il lavoro in questione ha diverse cose in comune con le sonorità proposte da gruppi come D-GENERATION o WILDHEARTS, pur mantenendo vivo un certo gusto per le melodie ottantiane, riuscendo a coinvolgere l'ascoltatore con brani fottutamente catchy. Si parte alla grande con la smuovipietre "Atoll", glam punkeggiante che prosegue con "Stompalong Cassidy (Yeah Yeah yeah)", pezzo in cui fanno capolino la band di Jesse Malin e Ginger, quest'ultimo sembra anche la musa ispiratrice di "It's All Yeah!", "+1" e "My Way".

Oltre alle già citate, tra le canzoni più rappresentative di questo album vi segnalo "Our Of The Shade" dove vanno in viaggio di nozze Gary Glitter e Yo Yo's, la ballata "My Names i April" e il punk rock di "Dumber! Dumber! Dumber!", mentre i punti deboli mi sembrano "Genuine Plastic" e "Where The Sun Will Always Shine". Da contattare!
Moreno Lissoni

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tribute.
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GUIDO PRIORI
"Journey Tribute"
Self Produced - 2003

Appena ascoltato questo CDR tributo realizzato da questo cantante milanese, ne sono rimasto subito ben impressionato per l'assomiglianza di Priori con Steve Perry. I più giovani lettori di SLAM! magari non conoscono bene questa band americana, formatai da ex membri di Santana (Neil Schon e Gregg Rolie) e Zappa a cui si aggiunsero in seguito il vocalist Steve Perry e Jonathan Cain. Il gruppo ebbe diversi cambi di line-up durante tutti questi anni, ma in queste decadi sono riusciti a consegnarci autentiche perle per gli amanti del rock adulto come "Evolution", "Departure", "Escape", "Frontiers", ecc...

Fatto un piccolo cenno sulla storia dei Journey, non mi resta che introdurre questo cantante attualmente impegnato con Kurt Vereecke e Tommy Denander nel progetto Frozen Rain, che si avvale della collaborazione di Paul More, Albert Ritz, Mark 6 Steve Andrews e Max Palmiotta per registrare queste 11 canzoni dove vengono riprese le più celebri hit della band e così ecco che abbiamo l'occasione di riascoltare le intramenotabili "Any Way You Want It", "Suzanne", "Don't Stop Believin'", "Lovin' Touchin' Squeezin'", "Open Arms" (quest'ultima ripresa recentemente anche da Mariah Carey), ecc...
Disco che non deve mancare a tutti gli appassionati della band e che potete reperire scrivendo a pierguid@libero.it.
Moreno Lissoni

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ANTONIO
"Antonio"
BWS Records - 2003

Qualcuno leggendo il nome di questo cantante avrà pensato che si tratti dell'ennesimo Gigi D'Alessio di turno arrivato sulle pagine di SLAM! dopo l'ennesima mazzetta, ma la strada che a portato il sottoscritto alla a reperire questo CD è abbastanza divertente, infatti mi erano state chieste informazioni su tali Q.F, band che si esibisce periodicamente al Colorado Club di Rodi, e dove oltre ad Antonio fa la sua comparda anche Michael Bormann dei Jaded Heart!
Sapevo dell'amore di quest'ultimo per la Grecia e per i suoi concertini estivi grazie ad un'intervista, ma non sapevo che si cimentasse anche con un repertorio più poppeggiante.

Il CD, che credo sia più un biglietto da visita del vocalist portoghese visto la presenza di numerose cover, è composto da 8 canzoni, di cui 2 che vedeno come autore l'ex Jaded Heart. Si parte con "Don't Let The Sun Go Down On Me" di Elton John, ma il mio scopo è sentire le song di Bormann, ed ecco arrivare "Viva Maria" e con mio stupore scopro che non ne è solo l'autore, ma ci mette anche la sua voce, peccato che il pezzo abbia poco a che fare con l'hard rock, perchè il pezzo in questione non è altro che un brano pop da classifica... bah! Anche l'altro brano partorito dal singer tedesco ("That's It") ha quelle basi elettroniche che mi fanno rabbrividire e non mi vergogno a dire che preferisco ascoltarmi le cover cantate da Antonio come "Right Here Waiting" di Richard Marx o "Angels" di Robbie Williams.
Moreno Lissoni

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