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Z-RECORDS FESTIVAL - GERMANY
Capitol, Mannheim, 8 settembre 2001

Ma ormai che lo scrivi a fare, direte voi? Ebbene si, sono in ritardo di nuovo! Posso mai pensare che un concerto che finisce all'una di notte inizia all'una di giorno? Ho fatto i miei calcoli senza le signing session tra uno show e l'altro. Ho perso gli svedesi Seven Wishes, che ero molto curiosa di vedere dopo aver ascoltato gli MP3 dal loro secondo album "Utopia", ma da brava inviata e con l'aiuto di qualche testimone puntuale posso fornirvi qualche dettaglio...

I
Seven Wishes sono stati accolti positivamente dal pubblico. Dal loro primo album, che loro stessi giudicano "da dimenticare", al nuovo lavoro, la maturazione e' evidente. Inoltre, sono una delle rare nuove hard rock band a richiamare anche nel look i miti a noi cari, che non dispiace mai: capelli lunghi, pantaloni di pelle, leopardi vari. Chiaramente una band giovane, che ancora deve prendere confidenza con la popolarita', fanno quasi tenerezza, ma fa piacere ogni tanto vedere qualche "non rockstar" in giro. Il cantante Pelle ha tutte le potenzialita' di un buon frontman, con un po' piu' di esperienza acquistera' quel grammo di sicurezza che manca. Tony si conferma un buon chitarrista, malgrado l'attrezzatura in campo non sia delle migliori. Alle percussioni, i S.W. si adeguano ai trend moderni: il batterista del 2000 ha i dreadlocks o le tette (vedi Motley Crue e Lenny Kravitz), e gli svedesi hanno la ottima Linda Gustavsson, ex Tuesdays, ormai parte ufficialmente della squadra. Il tutto di chiara ispirazione Dokken, e forse per chi li ricorda i primi XYZ, piu' un pizzico di Europe che non guasta. Sembra una nostalgica reunion dagli eighties (con nostro indescrivibile piacere), solo i visi giovani ed entusiasti della band ci fanno sospettare che questi brani fanno parte di un album targato 2001. Per quanto riguarda la set list, la maggior parte dei brani sono tratti da "Utopia": si apre con "Face That Evil", la orecchiabile "Too Late For Tears", "Holy Man", "Life Goes On" dal primo album, "Take My Heart", "Out Of Sight", "Caught By Surprise" ancora dal primo, l'immancabile cover dei Dokken "Unchain My Heart", per chiudere con "One To Blame", decisamente e furiosamente rock. Tornero' ai Seven Wishes con un'intervista realizzata backstage e la recensione della loro piu' recente fatica "Utopia".

Torniamo live: mentre arrivo stanno gia' suonando i
Contagious. Ma vedo subito Tom, manager degli Enuff'Z'Nuff, e prendo tempo per sistemare le mie cose nell'area riservata alle bands, caricare la macchina fotografica e ovviamente salutare i miei beniamini, come tutti i lettori ormai sanno...
Sono tutti li, Donnie, Ricky, Monaco, Chip impegnato in un intervista. Ci sono in giro i
Seven Wishes e altri che non riconosco, membri della Z-Records e di Breakout Magazin, sponsor locale dell'evento. Scambio 4 chiacchiere con Tom a proposito di progetti futuri, e mi dice (sigh!) che il prossimo tour non sara' prima dell'uscita del nuovo album, prevista se tutto va bene nella prossima primavera. Little Steven, che dovrebbe produrre il tutto, deve ancora ascoltare i pezzi, poi probabilmente vorra' cambiarci qualcosa, stavolta vogliono fare le cose per bene, lavorarci su, in ogni dettaglio. E conquistare l'Europa.

Avrete capito, ovviamente, che i
Contagious li ho solo sentiti in sottofondo, ma anche stavolta sono in grado di offrirvi un piccolo resoconto. Mi dispiace, niente foto, ma ho prestato attenzione alla parte acustica, perche' si trattava di un'anteprima. Il nuovo album della band infatti sara' lanciato il 30 Settembre alla gloriosa Cavern di Liverpool, locale che deve la sua fama a 4 ragazzi che nei '60 si facevano chiamare Scarafaggi, bah! Anche i Contagious sono di Liverpool, chissa' non gli porti fortuna. Come gia' al Ritz di Manchester, i ragazzi ci danno un assaggio del materiale incluso nell'imminente uscita. Iniziamo col dire che il cantante Glenn ha lavorato molto sulla propria voce, e questo si riscontra con enorme piacere. E, a quanto vedo in un veloce "raid" sulla balconata Vip, anche l'atteggiamento non e' da novellino e ha un'ottima presa sul pubblico. Ma incredibilmente i cinque inglesi hanno all'attivo solo un EP ("Red, White And Slightly Blue"), quattro brani di cui solo tre inclusi nella set list: "Danger", "Find A Way" e la cover dei Treat "Muscle". Il resto dello show include "Flying High", "Time And Again", "Hear It Calling", la ottima e acclamata "Fantasy", "Out Of Time", "Lost And Lonely". Se siete appassionati di Rock Melodico e Classic Rock, tenete d'occhio il catalogo della Z Records e segnate il 30 Settembre sul vostro calendario.

Quasi ora dei
Dreamhunter, che non voglio assolutamente perdere. Scendo a pianterreno, nell'area affollata intorno al bar, dove fiumi di birra tedesca scorrono tra uno show e l'altro, e noto con piacere un'epidemia di simboli della pace verdi. Presto spiegato, e' il primo concerto degli EZN in Germania e uno dei rari nell'entroterra europeo, quindi i fans fedeli sono accorsi da ogni parte. Incontro un gruppo di danesi che li ha seguiti per tutta l'Inghilterra, Tom me li presenta e ne approfitto per divulgare l'indirizzo di Slam! Ne approfitto anche per un'escursione in zona merchandise. Ovviamente l'articolo chiave sono i CD, c'e' quasi l'intero catalogo di Z Records. Rimando i miei acquisti alla fase finale, prima voglio sentire "cosa bolle in pentola". Poi ci sono magliette, dell'evento e di alcune delle bands. Quelle degli Enuff sono gli avanzi del Glam Slam Metal Jam, cosi ora so che i danesi di Tom non mi hanno eguagliato seguendoli oltreoceano.... Lo show sta per iniziare, entro, e finalmente posso farmi un'idea approssimativa dell'affluenza. Il Capitol e' bellino, direi un ex-teatro, il festival presenta alcuni dei nomi migliori dell'hard rock europeo, ma il pubblico non gli fa giustizia. Non conoscendo la Germania e i suoi trend musicali non posso giudicare, se sia colpa di una insufficiente promozione o semplicemente il genere puo' raccogliere niente piu' di quello che vedo. Tra gente che esce per mangiare e rientra, gente che beve nell'atrio, gente che affolla il merchandise stand, a occhio e croce siamo di fronte ad una media di 350 presenti. Pochi, se conside rate che sul piatto ci sono ben 8 band che difficilmente si ha opportunita' di vedere live: dopo Seven Wishes, Contagious e Dreamhunter, la line-up prevede Demon, Von Groove, Jaded Heart, Enuff'Z'Nuff e la ultrareclamizzata (da ZRecords) reunion dei Tygers of Pan Tang. Il pubblico tedesco, non so se e' sempre cosi, non si affolla sotto il palco ma si sparpaglia in maniera casuale, molto comodo per me e la mia macchina fotografica, ma scommetto che "da lassu" l'effetto non e' caloroso come le sudate mandrie umane a cui siamo abituati.

E si torna in Svezia finalmente con i
Dreamhunter. Stavolta sono piazzata e attenta. Galvanizzata dalla recensione di Marco del loro ultimo album "Kingdom Come", mi preparo ad un'esperienza di grande aor e hard rock, e si Marco, sono accontentata. Decisamente mi trovo davanti a una delle piu' underrated bands del rock europeo. Perdonata l'Italia che purtroppo sappiamo e' sempre un po' indietro, anche qui nella terra delle piogge eterne il loro talento non e' ancora degnamente apprezzato. Nel sound vecchia scuola dei Dreamhunter c'e' un po' di tutto quello di cui sentiamo oggi la mancanza, da Bon Jovi agli Aerosmith nei giorni di gloria, ai vecchi cari Firehouse, e per chi li ricorda un po' di Little Angels. C'e' veramente da sperare che Z-Records si dia da fare, dia fiducia a band come questa e offra loro una degna promozione. Comincio a fantasticare su un possibile itinerante festival scandinavo un giorno di questi: quante perle sono venute e continuano ad arrivare da quelle terre, e quanta gente non le scoprira' mai, che tristezza! Stig Gunnarson alla voce e soprattutto Olle Zimmerman alla chitarra condiscono l'energia della musica con una padronanza ed un'atteggiamento da puri rockers, e anche senza lunghe chiome bionde al vento hanno completo dominio della folla e dei fotografi. "Bad Attitude" si dimostra un'ottima scelta per l'apertura, si prosegue con "Braveheart", "When Heaven Calls Your Name", "The Heart Is A Lonely Hunter", "Money Loves Hate", le Firehouse-iane "My Days Are Counted" e "Kingdome Come", la splendida "Long Cold Winter", e ancora "Keep The Fire Burning", "Dangerous Game", acclamatissime dal pubblico "Anyway You Want It" e "All Dressed Up", e si chiude con "You're In The Spotllight Tonight". In totale 50 minuti di grande rock, come i due set precedenti. Fin qui, ringraziamo Z-Records e Breakout Magazin che hanno messo insieme tutto questo. Ancora mi chiedo perche' l'affluenza sia stata cosi bassa considerata l'unicita' dell'evento.

Causa incidente di moto di Marcel Jacob, gli Humanimal, che dovevano essere i prossimi, hanno cancellato all'ultimo, e la Z-Records e' rimasta a corto di sostituti propri, troppo tardi. Sono cosi stati invitati i vecchi power rocker britannici
Demon come ospiti extra-label. Forse proprio per questo sul sito di Z-Records, sezione "coming soon" report sul Festival, i Demon sono curiosamente "scomparsi" dalla line up... Non ne so molto di questa band per essere sincera, inoltre mi sono fatta prendere da una amichevole chiacchierata con Tony dei Seven Wishes, e successivamente da un'intervista con il resto della band, quindi non ho la set list! Ho comunque trovato il tempo per scattare un po' di foto, incuriosita dal chitarrista sosia in piccolo di Chip Znuff, vedere per credere! Per quel che ho potuto ascoltare, la band offre un suono piu' vecchia scuola hard rock-classic metal rispetto alle altre bands nel bill, evidenziando senza dubbio la matrice 80 (e non intendo late eighties ma proprio 1980 per chi fosse piu' disinformato di me). A quanto ne so erano scomparsi da un pezzo, ma e' in corso l'ennesimo tentativo di rilancio, con un nuovo album, qualcuno che si sta occupando della loro promozione e concerti fissati anche oltreoceano... coi tempi che corrono questa e' tutta da vedere comunque. Per i fans, se ce n'e' qualcuno tra i nostri lettori, il nuovo album e' intitolato "Spaced Out Monkey", pubblicato da Record Heaven, e rispecchia lo stile dei vecchi "Unexpected Guest" e "The Plague", per quello che ho potuto ascoltare. Io non sono una fan dell'epic rock, quindi lascio a voi il giudizio. Per un assaggio live, con i prezzi stracciati che ci sono in giro, potete fare un salto qui a Londra il primo Novembre, per un Ognissanti Demoniaco in quel di Fulham.

E adesso, terminata la chiacchierata con i
Seven Wishes, lasciatemi caricare la macchina fotografica e correre di sotto: e' ora di Von Groove, uno dei due atti che hanno salpato l'Atlantico per essere qui stasera. E faro' bene a godermelo, perche' il tour inglese con i Contagious e' stato cancellato, troppi biglietti invenduti! Certo, sicuramente Kerrang non li passera' mai, ho gridato al miracolo quando ho visto trasmesso l'ultimo video di Bon Jovi, e mi sono chiesta se tanto onore fosse dovuto alla breve apparizione di Anastasia (credo sia lei)... Non voglio e non posso iniziare questa discussione sugli odierni mezzi informativi musicali, e' qualcosa che mi deprime infinitamente, parliamo di liberta' di parola e di espressione ma e' tutto relativo quando sono un paio di mass media a decidere se le tue parole saranno ascoltate o si spegneranno in una stanza vuota. Voglio dire, se gli spettatori di Kerrang TV e MTV e VH1 potessero scegliere tra un video di Von Groove e uno di Limp Bizkit (si, sempre lui, ammetto, lo odio), sono certa che qualcuno sceglierebbe il primo, e che un po' di questi "qualcuno" avrebbe comprato un biglietto e salvato questo tour. Signori, siamo in piena dittatura musicale. Video killed the radio star. Limp Bizkit killed rock'n'roll. Chiedero' a Moreno una pagina aperta per disquisire sull'argomento. Per ora, torniamo a questa grande giornata che non richiamera' l'attenzione di Kerrang, Metal Shock, MTV etc e godiamoci un'altra ora di Rock.

Devo subito togliermi dallo stomaco un piccolo disappunto: Michael Shotton legge i testi delle canzoni! Malgrado cio', si dimostra un frontman sicuro e carismatico, capace insieme al chitarrista Mladen di catalizzare l'attenzione del pubblico presente. I canadesi ci danno subito un assaggio del nuovo "The Seventh Day" con il brano di apertura "Guns Over London". Si prosegue con "I Can't Find My Groove" e "Lily" in sequenza, altro ottimo estratto dall'ultimo lavoro della band. E' pieno AOR, di quello migliore secondo le mie orecchie. Nello stile e nelle vibrazioni che ricevo il paragone con Bon Jovi e' d'obbligo, unito a Def Leppard e un tocco di Aerosmith qua e la. Andiamo indietro con "Chameleon", "Mission Man", e "Should Have Been Me", per poi tornare alla storia contemporanea con la title track "Seventh Day" e "Oxygen", una delle mie preferite, un concentrato di energia pura. Ancora le vecchie "Rainmaker" e' "Driving Off The Edge Of The World", gioiellino live, per passare attraverso l'assolo di batteria alla conclusiva "Once Is Not Enough" (ma ci si accontenta!). Michael sembra soddisfatto, mentre passa il microfono alle prime file, e a me che rifiuto decisamente di rovinare la serata ai presenti e tengo la bocca ben chiusa... Il pubblico richiama
Von Groove a gran voce, e la band e' di nuovo sul palco per una splendida esecuzione di "House Of Dreams", che chiude magnificamente quello che finora voto migliore atto di questo festival. Nota di formazione: sembra perfettamente inserito il nuovo bassista, Tom Lewis, proveniente da Honeymoon Suite. Cosa manca a questi ragazzi, a parte MTV? Direi proprio nulla. Pertanto, mi precipito allo stand del merchandise e mi accaparro senza esitazione una copia di "The Seventh Day", che insieme a "Utopia" dei Seven Wishes va ad ingrossare il mio bagaglio targato Z Records. E torno ai piani superiori.

Von Groove si e' dilungato, e quando chiude e' poco piu' tardi delle previste 8.30. Ora di cena, infatti trovo membri della crew e delle bands in fila per un piatto di qualcosa che sembra riso, mentre io vado sul sicuro con una multipla dose di Redbull. Michael Shotton e' a tavola con la sua razione di pietanza non identificata, mi avvicino e gli chiedo se' e' disponibile per un'intervista mezz'ora piu' tardi. Acconsente con un sorriso accattivante, io me ne vado e lo lascio mangiare. Stanno per iniziare i tedeschi Jaded Heart, e riscendo per qualche foto. E' la seconda band del giorno a sfoggiare questo look nostalgico e a noi caro, chiome lunghe, bionde e fluenti e pantaloni di pelle, sembra di rivedere gli Europe. Deve essere una matrice tipicamente teutonica, forse li ancora si puo' vendere suonando e apparendo AOR. Beati loro. Anche stavolta mi devo lasciar sfuggire la set list per riprendere la mia caccia a Michael Shotton, ma vi segnalo tra i brani "Excuse", "Inside Out", "Easy Lover", e dall'ultimo album l'ottima "Live and Let Die". Nel frattempo corro di nuovo su, ritrovo Michael ma non c'e' tempo, c'e' la signing session. Visto pero' che i Jaded Heart non hanno ancora finito, andiamo insieme sulla balconata per gustarci altri 5 minuti dello show dall'alto. Sembra proprio una cosa d'altri tempi: look, sound, attitude... Certamente giocare in casa aiuta, il pubblico e' dalla loro e sembra conoscerli meglio rispetto alle altre attrazioni della serata. Michael mi lascia e mi da' appuntamento a piu' tardi, e i JH continuano, continuano, continuano. Forse perche' si sentono padroni del territorio, comunque rimangono sul palco mezz'ora in piu' del dovuto, con conseguenze che vedremo piu' tardi. Mi dispiace per chi tra voi e' un fan della band, anche a me non dispiacciono, ma non hanno dimostrato ospitalita' ne' tantomeno correttezza in questa occasione. Due grossi punti in meno per la band germanica. Con la mia ultima lattina di Redbull ancora in mano, vado ad assicurarmi la migliore posizione per gli Enuff Z'Nuff, che immagino siano backstage spazientiti dal ritardo.

Monaco armeggia con chitarre e attrezzatura locale, lamentando la totale assenza di tuners. Grazie ai
Jaded Heart siamo in ritardo mostruoso, e purtroppo un po' di gente sta abbandonando la scena. Finalmente si inizia, da Chicago-Illinois- ecco a voi gli Enuff'Z'Nuff! Che dire ancora di questi ragazzi? Indubbi professionisti, che malgrado la strumentazione incompleta, i ritardi e l'affluenza non eccezionale ancora una volta ci regalano un grande show. Si attacca con "Revolution". La folla canta e balla, sempre distribuita in ordine sparso nella sala, cosi ho l'occasione di farmi mezzo concerto al centro, dove c'e' Chip, e l'altro mezzo sulla destra proprio sotto a Donnie Vie. So che ha ancora problemi di voce e dovra' operarsi tra breve, comunque non ce lo fa pesare, e' il solito grande vocalist che tutti conosciamo. Continua, malgrado la gola straziata, a chiedere sigarette in giro, ma suppongo conosca i suoi limiti no? Si prosegue con "Kiss The Clown", "The Beast", la bellissima "Fly Away" dall'ultimo "Ten", "Invisible" da "Paraphernalia", "We're All Right" da "Tweaked", "Rock'N'World", e mentre in tutto questo spaziare tra il vecchio e il nuovo sono li ansiosamente attendendo il prossimo brano, fiduciosa nell'abitudine dei ragazzi di regalarci ogni volta pezzi differenti del loro repertorio, fantasticando su alcuni dei miei brani preferiti... accade di nuovo: come a Nottingham, qualcuno sale sul palco e la faccia di Donnie cambia colore! "Cosa? Ci hanno detto che ci e' rimasto tempo solo per due canzoni, potete crederci?" e dice che gli dispiace, ringrazia tutti per aver aspettato tutti questi anni, loro suonerebbero molto di piu', ma non si puo'. Due brani. Si taglia tutto, e via con "Fly High Michelle" e "New Thing" duetto con Chip. Gli Enuff'Z'Nuff, la band piu' attesa almeno a giudicare dalle magliette, e' finora la band col set piu' corto e l'unica a cui non e' permesso di concedere il bis. Grazie Jaded Heart!!

Finito lo show, scappo fuori a sondare gli umori dei fans: pessimi! Certamente non contro i ragazzi ma contro chiunque sia responsabile di questa chiusura anticipata. Molta gente ha viaggiato da altre parti d'Europa per gli
EZN, e il biglietto del Festival non era neanche troppo economico, e tutto per circa 50 minuti! Ritrovo Tom, raggiungo i ragazzi backstage, facce nere. Permettetemi di tenere per me gli sfoghi personali visto che considero Chip & Co amici prima che rockstars, ma posso dirvi che il malumore e' tutto giustificato. Viaggiare dagli USA alla Germania e ritorno in due giorni per 50 minuti di show (senza nessun valore economico aggiungerei), nessuno sarebbe contento. In piu', qualcuno ha fatto cadere la chitarra di Donnie, vecchia di 39 anni, spaccandone il legno: ora, per chi di voi ha una chitarra, non sarebbe questo sufficiente a farvi inc***are come bestie?? E lasciando da parte sfoghi personali, una domanda ronzava nella mia mente mentre mi preparavo per questo Festival: perche' i Tygers of Pan Tang sono headliners? Umilmente, ho tenuto per me questo dubbio, cosciente del fatto che la mia cultura musicale pre-87 e' in via di formazione e fino a un annetto e qualcosa fa ne sapevo poco anche di T-Rex e Sweet. Cosi ho deciso di accettare questo ritorno come un grande evento, prendendo per buone le parole della Z-Records, e ho immaginato mi sarei trovata in una scena simile al reunion tour dei Wildhearts, atmosfera da concerto storico. Beh, non so se i fan dei Tygers of Pan Tang sono troppo vecchi, o forse la parte tedesca e' dall'altra parte del muro di Berlino e nessuno gli ha mai detto che e' stato buttato giu', ma quando ho lasciato l'area backstage le "Tigri" stavano ancora suonando, e il pubblico era quello di un circo di periferia di sabato sera se non peggio. Credo fossero rimaste una trentina di persone in totale. Triste.

Ovviamente non sono rimasta per il resto dell'esibizione. Me ne sono andata con gli
Enuff. Fuori, ultimi saluti con i fans, foto ricordo, e un arrivederci a presto, speriamo. La band e' gia' in trattativa per un nuovo tour europeo, stavolta completo, quando uscira' il nuovo album, che e' previsto se tutto va bene per febbraio-marzo. Ringrazio per l'aiuto e la collaborazione Sven Lohnert e tutto lo staff di Breakout Magazin (e vi consiglio un giro sul loro sito, www.breakoutmagazin.de). Per quanto riguarda lo staff di Z-Records, non ho nessuno da ringraziare, visto che non ho mai avuto nessun riscontro o disponibilita', ma essendo una superinviata me la cavo lo stesso, grazie! Magari un giorno ci spiegheranno che facevano i TOPT headliners. Forse era una tattica per iniziare a sfollare il locale prima dell'ora di chiusura. Furbi pero'! Ha funzionato...

by Cristina Massei

CRUEL INTENTION Production® 2001