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Quireboys “St. Cecilia And The Gypsy Soul”

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Quireboys

Quireboys “St. Cecilia And The Gypsy Soul”!!!! Sissisignori! Una band come i Quireboys possono permettersi di “nascondere” il loro nuovo album in un cofanetto super deluxe per festeggiare il trentennale della band.

St. Cecilia (…la santa patrona dei musicisti!) and The Gypsy Soul infatti, non è altro che il nuovo album in una confezione ricca e lussuosa e che farà venire l’acquolina ai loro fedeli fans. E’ sicuramente un periodo prolifico per la band di Spike se la vena creativa partorisce il terzo album d’inediti in tre anni dopo “Beautiful Curse” del 2013 e “Black Eyed Sons” dell’anno seguente. Ovviamente farlo uscire in un imponente cofanetto formato da ben quattro CD lo ha mascherato da “cadeau” for fans only… facendoli perdere la forza propulsiva che può avere la pubblicazione di un nuovo album singolo. Ed è un vero peccato! Tralasciamo i tre dischi allegati che mettono in luce la band nuda e cruda in versione “unplugged”, ristampando l’album del 2009 “Halfpenny Dancer” nel secondo disco, mentre nei rimanenti due vengono riportate altre registrazioni dal vivo tratte dal tour acustico susseguente con varie ripetizioni ma anche svariate varianti che faranno felici i completisti.

Accantonati momentaneamente il rock’n roll da bar tutto piano honky tonk, caro agli Stones e ai Faces, che i Quireboys hanno modernizzato e personalizzato più di venticinque anni fa, rendendolo il loro marchio di fabbrica, il nuovo album va a scavare nelle ballate acustiche intrise di folk, americana e languidi scorci bucolici… la voce sempre più rauca di Mr. Gray pennella armonie già care alla band inglese ma che in St.Cecilia vengono riviste con chiaroscuri più cupi… sembra di ascoltare i Fleetwood Mac! D’altro canto l’album è nato in una sola settimana nello studio svedese di Martin Ekelund, leader dei Bonafide e le canzoni sono uscite cosi, con semplicità e facilità e cosi, da una session di registrazione per registrare un paio di bonus, ne è uscito un album intero bello e finito.

Dall’iniziale “Gracie B”, scelto come singolo, i ritmi sono rallentati e ciondolanti. “Land Of My Father” è sicuramente una delle gemme dell’intero album ma tutti i brani hanno una vitalità e profondità che stupisce… “St Cecilia” è una pigra canzone da bar mentre il testo di “The Promise” evidenzia l’anima più dannata di Spike. Interessanti le melodie di chiaro stampo Beatlesiano di “Can’t Hide It Anymore” cantata dal chitarrista Guy Griffin.

Il blues cupo e notturno di “The Hurting Kind” e la bella “The Best Are Not Forgotten” che riporta i Quireboys a melodie più vicine ai grandi classici della band.

Festeggiate con loro il giubileo della band! Fate un piccolo sacrificio e comprate questo cofanetto… sono soldi ben spesi! …e state tranquilli che un paio di monete in tasca per un paio di pinte al pub vi resteranno di sicuro! Cheers! Raise your glasses to Quireboys!!!

Off Yer Rocka 2015
www.quireboys.com

MATTEO TREVISINI

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