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WEDNESDAY 13 
"Skeletons"
Demolition Records 2008
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Ho sempre avuto una
certa simpatia per Joseph Poole, in arte Wednesday
13, dovuta al suo amore per l'hair metal. Ricordo
quando lessi una sua intervista nel periodo Murderdolls
dove diceva che da ragazzo comprava i demo di gruppi
come Blackboard Jungle, Spider
Junkies, Cherry Street ed
era iscritto al fan club dei Tuff
e ricordo anche quando i Frankenstein Drag
Queens From Planet 13 fecero molto parlare
di se' tra le varie fanzine cartacee di fine anni
90.
Il ragazzo di Charlotte
ne ha fatta di strada, ed e' arrivato gia' al suo
terzo album solista dopo Transylvania 90210: Songs
of Death, Dying, and the Dead e Fang Bang,
ecco Skeletons, definito come il suo lavoro
piu' autobiografico. Aiutato da Andrew Akelel
(Foo Fighters, No Doubt, Nine Inch Nails) come produttore
e dell'amico Acey Slade, torna con
un disco che non tradisce le aspettative e che si
lascia ascoltare dalla prima all'undicesima traccia,
con picchi nelle iniziali "Scream Baby Scream",
"Not Another Teenage Anthem", "Gimmie
Gimmie Bloodshed", nella Zombie-iana
"Put Your Death Mask On", nella pseudo ballata
"My Demise" e in "All American Massacre".
Moreno Lissoni
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BLUE TIGER 
"Untamed Spirit"
Retrospect Records 2007
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Ultimamente piu' di
un'etichetta si e' dedicata al ripescaggio di gruppi
hair metal che nell'epoca d'oro non erano riusciti
a trovare un contratto discografico, di questa schiera
fanno parte anche i Blue Tiger, nati nel 1987 come
Masquerade e molto attivi nella scena
del New England dove a cavallo tra gli 80 e 90, aprirono
per numerosi act nazionali come Meatloaf,
Kix, Warrant, Extreme, Mass.
A 20 anni dalla loro
nascita, l'attiva Retrospect Records ha ripreso in
mano il loro materiale per darlo in pasto a tutti
gli amanti del del melodic hard rock colorato di glam.
La registrazione non e' di quelle da demotape, ma
neanche da major, ma pur sempre ascoltabile, cosi'
come il loro sound ormai datato e che non ha molto
da aggiungere a quanto e' gia' stato pubblicato in
quella decade. Sicuramente non sara' il primo nome
che mi verra' in mente se dovro' consigliare a qualcuno
un gruppo hair metal, ma resta pur sempre una chicca
del settore e gli estimatori di questa scena non indugeranno
troppo ad apprezzare brani come "Bang Bang",
"Christina", "Beach" o "True
To You". Solo per cultori dell'hair metal.
Moreno Lissoni
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MEDICINE BALL CARAVAN 
" Crossing
The Seas, Spreading The Sins "
Longfellow Deeds Records 2008
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La presentazione che accompagnia questo CD e' di quelle
che non passa inosservata, dal momento che vengono
citati AC/DC, AEROSMITH
e HANOI ROCKS come influenze musicali
e la presenza della cover di "Call of the Wild"
dei CIRCUS OF POWER, ma sono riferimenti
che mi hanno ingannato. In parte. Il quartetto di
Parigi pesca si nel classic rock, ma si rifa' piu'
a quello degli anni 70 che non a quello della decade
successiva, piu' CREAM che HANOI
ROCKS tanto per capirci.
Crossing the Seas, Spreading the Sins piacera'
quindi a chi e' piu' avvezzo a tali sonorita', mentre
tra i brani che mi hanno colpito ai primi ascolti
segnalo "Tattooed Heart", "Only 4 U"
e "Put the Record On".
Ascoltare prima dell'acquisto.
Moreno Lissoni
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CONFEDERACY OF HORSEPOWER 
"Vagabond
Cabaret"
PedalToTheMetal Records 2008
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Dopo le reunion spot
con gli Almighty e il disco con i
Circus Diablo, Ricky Warwick
ha avuto anche il tempo per partecipare e produrre
il disco d'esordio di questo quintetto proveniente
dal sud della California che si aggira con slogan
altisonanti e ammiccanti come "GUNS N’
ROSES meets MOTORHEAD" o “AC/DC
on crack”.
Il gruppo, di recente nascita (2007) vede la presenza
del bassista Joe Truck (Snake Charmers), del singer
MR. Mr. Matthew Mayhem (Perish), del chitarrista svedese
Ricky Reckless (Glory Hog, Franki Doll, Broken Toys),
del batterista David Harvey, dell'altro chitarrista
G#Sharp e hanno dato vita a 10 tracce di rumoroso
rock and roll che miscela sonorita' street, southern
e rock and roll.
Vagabond Cabaret
piacera' a chi ama questi generi, dove vengono rielaborati
gli insegnamenti del gruppo di Lemmy,
dei Nashville Pussy e dei Circus
Of Power, strizzando l'occhiolino ai Guns
N' Roses dei bei tempi ("Once If You're
Lucky", "Bangkok And Back"), non ha
caso troviamo come ospiti due musicisti che hanno
a che fare con la band di Axl Rose: Dizzy
Reed e Del James. Altro
nome che fa capolino nel loro dna e' quello dei
Zodiac Mindwarp, qui ricordati con la riuscitissima
cover di "High Priest Of Love", ma tutto
l'album si mantiene su ottimi standard con dei bei
pezzi, dei bei suoni, un gran bel tiro, destinato
ad occupare le playlist di fine anno tra le migliori
uscite del 2008.
Moreno Lissoni
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HOUSE OF LORDS 
'Come To My Kingfdom'
Frontiers Records 2008
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Ritorna James Christian
con i “suoi” House of Lords in gran forma
e con il migliore album della nuova formazione in
senso assoluto. Come to My Kingdom rappresenta
una evoluzione rispetto al precedente World Upside
Down, con brani piu' consistenti, melodici e
piu' facilmente riconducibili alle vecchie e gloriose
hits delle prime due uscite discografiche del gruppo.
La line up e' formata da Jimi Bell alle chitarre,
BJ Zampa alla batteria e Jeff Kent al basso e tastiere
oltre che da un ottimo e quanto mai ispirato James
alla voce.
14 songs in classico stile HOL. L’ottima produzione
offre sempre tastiere come sfondo (chi puo' dire che
strada avrebbe intrapreso questo album se ci fosse
ancora Giuffria…), chitarre virtuose quando
serve e sempre precise cosi' come una sezione ritmica
piu' che adeguata, tutti insieme per accompagnare
un incredibile James che riesce anche in questo caso
a dare lezione di professionalita' e cura magistrale
alle linee melodiche e a creare colore e emozione
ad ogni nota cantata.
Inizio quasi epico
e molto suggestivo con "Purgatorio Overture n.2"
che apre a "Come to My Kingdom" che ci fa
subito capire il tiro di questo lavoro: classico brano
HOL con una esplosione al chorus solida e orecchiabile
dal primo ascolto cosi come la mid-tempo "I Need
to Fly", assolutamente un gioiellino melodic
rock. Altre songs assolutamente da menzionare sono
"Another Day From Heaven" (anche come bonus
track acustica) e "The Dream", lente dal
grande coinvolgimento e dall’altrettanto ottimo
ritornello, "In a Perfect World" (diretta,
cattiva ma sempre ultra melodica), "One Foot
In The Dark" (ottimo riff di chitarra, chorus
che ti rimane da subito e melodia incredibile), "In
The Light" (un altro classico di James, strabiliante!).
Produzione di alto livello, canzoni solide e suonate
nel migliore modo possibile rendono questo nuovo capitolo
dei nostri House Of Lords uno dei migliori album dell’anno
e una ennesima tacca tra i successi di un ritrovato
e mai come in questa occasione ispirato James Christian.
Mauro Guarnieri
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SAINTS OF THE UNDERGROUND 
"Love The
Sin, Hate The Sinner"
Warrior Records 2008
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Lo attendevo con curiosita'
perche' non capita tutti i giorni di trovare una band
formata da 4 elementi che, con i loro gruppi, hanno
reso celebre l'hair metal: Jani Lane
(voce degli Warrant), Keri Kelli (partito
con i Big Bang Babies e ora finito alla corte di Alice
Cooper), Robbie Crane (conosciuto
per aver militato nella band di Vince Neil e Steven
Adler) e Bobby Blotzer (storico
batterista dei Ratt, ma gia' abituato ai side project:
Twenty 4 Seven, Contraband).
Love the Sin, Hate
the Sinner credo non andra' oltre alla pubblicazione
del CD visti gli impegni di ogni singolo membro con
le rispettive band, un CD prodotto dagli stessi Blotzer,
Keri Kelli, Jani Lane e mixato da Andy Johns
(Rolling Stones, Led Zeppelin) che presenta 8 brani
originali piu' 2 cover: "American Girl"
di Tom Petty e "Moonlight Mile"
dei Rolling Stones.
Nel complesso non un brutto lavoro, anche se mi aspettavo
qualcosa in piu' da questi nomi, un disco che potrebbe
essere catalogato come una via di mezzo tra i
Twenty 4 Seven e i lavori solisti del cantante
degli Warrant, con i pezzi migliori
sentiti nell'opener "Dead Man's Shoes",
in "Good Times", nella spumeggiante "Bruised"
e nelle atmosfere Thin Lizzy-iane
di "Jimmy".
Ogni "santo" ha un passato, mentre ogni
peccatore ha un futuro. Chi ha orecchie per intendere...
Moreno Lissoni
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THE BUCKSHOTS 
'3 Jacks High'
HepTown 2008
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Giusto l'altro giorno
mi e' ricapitato di vedere su Italia1 la famosissima
sid-com "Happy Days" nella puntata
in cui il protagonista Richie Cunningham e i suoi
amici mettono su un gruppo e cercano di andare in
TV per proporre il loro pezzo. Ovviamente dopo una
serie di vicissituni ci riusciranno grazie soprattutto
all'intervento del solito Arthur Fonzarelli, nehli
insoliti panni di ballerino nel finale.
Le stesse atmosfere scanzonate si riscontrano nel
rockabilly, un genere che sto imparando a conoscere
solo negli ultimi anni e che mi da quelle emozioni
spensierate che non riescono piu' a darmi le nuove
leve del rock and roll.
Sono un po' "vergine" in questo campo, i
miei ascolti non sono mai andati oltre agli
Stray Cats e pochi altri, ma a rimpolpare
la mia discografia ora ci sono anche i Buckshots con
3 Jacks High, album di 14 tracce edito dalla
HepTown che penso piacera' a chi, come me, ama farsi
passare nell'orecchie un po' di sano rock and roll
sulla scia di Eddie Cochran o della
gia' citata band di Brian Setzer.
Il poker che apre il
CD e' di quelli da 90, "My Baby Drives Me Crazy",
la Jerry Lee Lewis-iana "A Fine
Tuned Love Machine", "Bad Bad Boy"
e la fifties "Honey Bee", sono tra i migliori
ascolti del CD, ma di ottimi spunti 3 Jacks High
ne annovera altri nel proseguo, tra cui il boogie
"Joint Is Jumping Wild", lo swing di "True
Love", la sculettante "Sweet Misery"
e la conclusiva "I Hope I’ll Meet You Soon",
lento da limonaia interpretato dal chitarrista e cantante
Jörgen Westman in duetto con la moglie Marie
e con tanto di sassofono suonato da Torbjorn Stenson
per riportarci indietro nel tempo.
Metallari statene alla larga, non e' roba per voi!
Moreno Lissoni
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BLINDED RAIN 
'Destination Unknown'
Fireburn Records 2008
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3 vampiri devono fare
una gara a chi succhia piu' sangue.
Parte il primo e torna dopo 4 ore con tutta la bocca
sporca di sangue; gli altri: Come hai fatto? Come
hai fatto?
Lui: Vedete quella roccia laggiu'? dietro c'era una
citta' ed io ho succhiato il sangue a tutti.
Parte il secondo e torna dopo 8 ore con la testa tutta
sporca di sangue; gli altri: Come hai fatto? Come
hai fatto??
Lui: vedete quella roccia laggiu'? C'era un'altra
citta' ed io ho succhiato il sangue a tutti.
Parte il 3° e torna dopo non 16 ore, non 1 giorno,
non 2 giorni ma 3 giorni completamente pieno di sangue.
Gli atri: COME HAI FATTO!? COME HAI FATTO!?!!?!?!?
Lui: vedete quella roccia laggiu'?????? ...Ecco, io
non l'ho vista!
Questa stupida barzelletta
per introdurre e sdramattizzare questo album di gothic
metal proposto dai Blinded Rain, gruppo finlandese
nato nel 2004 che lo scorso febbraio ha registrato
il seguito dell'ep Vampire, uscito nel 2006.
Destination Unknown dovrebbe essere pronto
per la distribuzione mentre sto scrivendo questa recensione,
un disco che al primo impatto mi ha fatto pensare
a gruppi come The 69 Eyes, HIM
e Poisonblack, alternando pezzi piu'
tirati ("Fragile") ad altri dall'atmosfere
piu' cupe e tenebrose ("Queen Of Silence").
Non seguo molto il gothic, ma credo che pezzi come
"Not Your Hero" o "Last Dance Till
The Dawn", verranno ben apprezzati dagli aspiranti
"vampiri" che seguono questa musica.
Moreno Lissoni
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REVEL 
'The 4 Freaky Songs
E.P.'
Demo 2008
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Hair metal da Firenze
per i Revel, formazione nata come cover band di gruppi
Hard Rock nel 2003 che, dopo una pausa sono tornati
nel 2006 con una line-up composta da Massimo Falciani,
Lorenzo “Pana” Lorenzini, Tommaso Dettori,
Filippo Giani e di Marco Casalini.
Lo scorso gennaio hanno pubbliato il loro primo demo
dal titolo The 4Freaky Songs E.P., un lavoro
che si mantiene sui canoni classici del genere, attingendo
a piene mani dal sound americano, con gli inevitabili
accostamenti ai gruppi di fine anni 80.
Quattro brani che non
cercano digressioni inutili, prodotto fatto per chi
mangia pane e hair metal e che non impieghera' molto
ad essere assimilato da chi segue questo settore,
anche se, come rovescio della medaglia, chi non e'
avvezzo a queste sonorita' e non ha voglia di sentirsi
ancora del canonico yankee hard rock, potrebbe tranquillamente
lasciar stare.
P er chiudere segnalo la ballata stradaiola "Livin'
Free" e la presenza ai cori di Federico Puleri
dei VISION DIVINE e di Joey Zalla
dei JOLLY ROXX, per il resto nulla
di nuovo, ma ancora diversi margini di miglioramento.
Moreno Lissoni
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by Slam! Production® 2001/2008
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