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Moreno Lissoni 
“Use Once and Destroy” segna il ritorno dei Rock City Angels. Un disponibilissimo Bobby Durango ci ha aiutato a saperne di più sul nuovo disco, sul passato della band e su... Johnny Deep!

Finalmente siete tornati, è una gran bella notizia. Come è nata questa decisione, considerato che viene dopo così tanto tempo?
Quando la New Renaissance ha pubblicato i nostri primi demo, si parla del 2000, ho provato un certo fastidio perchè “Young Man's Blues” era fuori catalogo, e non c’era altro materiale disponibile. Non che non fossero pezzi validi, ma sono stati registrati nel 1984 e non sono assolutamente sufficienti a rendere l’idea di ciò che era la nostra band. L’intenzione originaria era di realizzare un nuovo album che ripercorresse tutta la carriera della band ma che, allo stesso tempo, suonasse nuovo e fresco. Tutto è nato così.
Che cosa avete combinato in questi anni?
Ho passato gli ultimi anni a fare ciò che ho sempre fatto: dal 1994 in poi ho avuto 3 gruppi diversi, il che ha significato continuare a suonare e scrivere canzoni. Mi sono anche dedicato all’attività di produttore. Ad oggi sto producendo il gruppo della mia ragazza, una band punk rock di sole ragazze che risponde al nome di Angry Pudding. L’idea è di uscire con uno split, Rock City Angels e Angry Pudding, sono parecchio emozionato. Anche gli altri membri hanno trascorso gli ultimi anni a suonare in diversi gruppi, ma questa band significa più di qualsiasi altra per ognuno di noi!
Ricordo che una volta mi dicesti, a proposito di “Use Once and Destroy” che si tratta del miglior album che tu avessi mai concepito, il più “personale”. Raccontaci qualcosa del nuovo album dei RCA...
Si, è veramente quanto di più “mio” io sia mai riuscito a creare. Una volta presa la decisione di registrare mi sono dedicato ad un enorme lavoro per capire chi davvero volessi che suonasse con me in questo disco. Questo gruppo ha visto passare un gran numero di musicisti nel corso degli anni. Una volta scelto chi, bisognava scegliere cosa: capire quali pezzi fossero i più adatti ai musicisti che avevo con me per forza e carattere, pur senza dimenticare l’attenzione a stile e sound. Come puoi vedere non è stato affatto un semplice prendere dei pezzi e buttarli dentro al disco! LOL!
Andy si è espresso in questi termini riguardo all’imminente album "Baby, quel Mr. Yeah addetto all’engineering era sbronzo ma non si preoccupa, perchè i Black Crowes tirano fuori questa merda ogni volta!”. Quando potremo ascoltare "Use Once & Destroy"?
Ogni singola mossa è stata attentamente valutata e ponderata. Le basi sono state registrate ad Hollywood dove vivevano Andy Panik e Jimmy James, poi sono ritornato a Memphis per mixare con quel sound che solo la città di Memphis sa rendere. Avevo i soldi per la registrazione, ma non per il mixaggio. Mi ci sono voluto 6 anni per trovare i soldi e finire il disco.
Parlaci del titolo del nuovo album “Use Once and Destroy”. Che significato ha esattamente?
Che tutto faceva schifo! Era lì a prendere polvere mentre le persone che ci stavano investendo su fallivano ad una ad una. L’unica nota positiva era poter pianificare le registrazioni, cercare la persona giusta per suonare un Hammond B-3, i fiati, ecc…, così nel momento in cui siamo effettivamente entrati in sala per registrare tutto era perfetto. Grazie al cielo i musicisti hanno suonato gratis, non avremmo avuto i soldi per pagarli, eravamo già sul filo de rasoio così. Questo lavoro è frutto dell’amicizia e della stima reciproca. Personalmente ho lavorato a questo album anima e corpo, è una vera lettera d’amore indirizzata a tutti i fan dei Rock City Angels. E continuo ad andare avanti così. Realizzo ogni disco con le mie mani, la mia ragazza Trish continua a preparare le custodie dei dischi che la gente ordina tramite la pagina di MySpace. È davvero un qualcosa di speciale.
Il vostro debut album era molto New York Dolls, mentre "Young Man’s Blues" suonava decisamente più blues. “Use Once and Destroy” è ancora diverso da “Young Man's Blues”, non credi che questo potrebbe deludere i fans?
Use Once and Destroy si presta a molteplici interpretazioni, ma nel complesso il suo significato è che noi, intesi come società, vediamo tutto in un’ottica usa e getta, anche quando si tratta di una questione importante, come la cultura di un altro paese ecc…, la consideriamo come un elemento da sfruttare e poi buttare via appena finisce la sua utilità. Questo è il motivo per cui il retro della copertina mostra l’immagine di una tribù recentemente scoperta in Brasile, che non ha mai visto un uomo bianco o un elicottero. Il triste è che ognuno di noi sa benissimo che questa tribù verrà usata e la sua cultura occidentalizzata in pochissimo tempo, magari anche con le migliori intenzioni, ma sarà snaturata. Succede sempre e in tutto il mondo. Le culture vengono sempre sfruttate e distrutte in nome del progresso.
Su un piano più personale, la gente spesso usa il prossimo e finisce per distruggere lui, la sua innocenza, il suo corpo, tutto. La natura umana è una puttana.
Il più adatto a rispondere a questa domanda è probabilmente Larry Poccia, che è anche l’attuale chitarrista della band. Io gli ho passato il concetto di base dell’album, lasciandolo libero di renderlo come meglio credesse. Devo dire che ha fatto un ottimo lavoro, è riuscito a catturarne il feeling nella musica e a trasmettere il messaggio. La statua in copertina è di un cimitero di Brooklyn, ma la cosa veramente sorprendente è l’ interno. Si tratta di un’immagine che potrebbe rappresentare uno squallido soggiorno abbandonato, con una televisione rotta in un angolo e una foto incorniciata della band live spaccata. La cosa incredibile è che sembra proprio la stanza in cui ci trovavamo a suonare quando abbiamo iniziato. Pazzesco.
Sai Moreno, all’inizio ero spaventato. Ma ciò che importa alla fine è crescere come artista e posso dire con una certa sicurezza che chiunque ascolterà il disco sentirà sufficienti eco dell’atmosfera dei vecchi Rock City Angels per ritenersi soddisfatto. Molte persone stimano la band per aver accettato questa sfida, averci provato e aver fatto qualcosa di differente. Diciamocelo, non ci sono più molti gruppi che fanno musica in questo modo e ancora meno che cercano di portare tutto ad un livello più alto.
C’è una tale varietà di sound in questo album…cosa puoi dirci di brani come “Psychopat”, “Corinne”, la mia preferita “Coffee And Cigarettes” e “Report Card Day”?
Psychopath è probabilmente il pezzo che preferisco; l’ho scritto insieme a un amico di nome Shannon Smith quando entrambi suonavamo con gli Hustler a Memphis. È un grande pezzo per dare inizio all’album, un calcio in faccia, e lo reputo perfetto per riassumere ciò che i Rock City Angels sono musicalmente. Ho scritto Corrine con il batterista di quella stessa band, Chris Yates, che ha anche suonato la batteria su questo disco. Un altro grande rocker, leggermente più tradizionale. Credo che queste due canzoni riescano a rendere il senso dei Rock City Angels.
Coffee and Cigarettes è un’altra delle mie preferite. Ha un groove solido che mi ricorda qualcosa a metà tra T.Rex e Stooges, ci ho aggiunto i fiati per renderla più incisiva…semplicemente spacca.
Report Card Day è un pezzo punk rock in stile The Adolescents e sull’impronta delle O.C. bands, in cui ho usato un gran suono di ottave di chitarra e tanti cori. Il testo è decisamente autobiografico! Ero un ragazzino incazzato! LOL!
Dicci qualcosa della nuova line-up...
I musicisti dell’album sono Andy Panik al basso, Jimmy James alla chitarra, (uno dei membri originali dei RCA che ha anche suonato nei The Hangmen, un’altra grande band di Los Angeles, e molti altri gruppi) Chris Yates alla batteria, ed io alla voce, chitarra ritmica e percussioni. Crash Kole, un mio vecchio amico (un musicista blues eccezionale) ha suonato le parti più psichedeliche in qualche brano. Per la sezione fiati, E.J. Dyce alla tromba e Art Edmenson al sax. Rick Steff, uno dei migliori tastieristi in circolazione, e uno degli ultimi interpreti del soul B-3, ha suonato l’hammond. Questi ragazzi hanno davvero aggiunto quel pizzico di sound di Memphis che rende questi brani così particolari.
E i vecchi membri della band? Perchè non hanno preso parte al progetto?
La vecchia line-up si è sciolta e i ragazzi hanno preso strade diverse, anche se ognuno di loro è sempre impegnato in campo musicale, in un modo o nell’altro. Purtroppo non li sento molto spesso.
Torniamo un attimo indietro. La tua carriera è cominciata all’inizio degli anni ’80 come The Abusers. Come sono nati i Rock City Angels?
All’inizio eravamo un vero e proprio gruppo punk, ma con il passare del tempo abbiamo acquistato consapevolezza delle nostre influenze, siamo cresciuti musicalmente e ci siamo avventurati in nuovi generi, pur conservando l’attitudine punk. I Rock City Angels sono stati il risultato di questa crescita, anche perchè non potevamo più presentarci in giro come The Abusers. Abbiamo scazzato con troppi locali, troppo abituati alle cover bands della Florida del sud.
Avete firmato con la Geffen per realizzare il secondo album. È stato un bene o un male essere sotto la stessa major dei Guns N Roses?
All’inizio non è stato assolutamente un problema, i GnR non erano altro che un altro gruppo sotto la stessa etichetta. Abbiamo deciso di andare con la Geffen perchè sembrava essere quella che investiva più risorse nei gruppi con cui sceglieva di lavorare. Però, nel momento in cui i GnR hanno cominciato a vendere di più, tutti gli sforzi della Geffen sono stati volti a far sì che vendessero ancora di più, sostanzialmente ignorando gli altri gruppi. Noi siamo solo capitati in mezzo a questa situazione.
Il video di "Deep Inside My Heart" è stato anche trasmesso si MTV, quali sono i più bei ricordi di quell periodo?
Il ricordo più bello è stato andare a New York per partecipare ad Headbangers ball. Ho incontrato un sacco di gente favolosa e mi sono divertito da pazzi. Il video in sé è stato interessante. L’idea mi è venuta ripensando alla mia esperienza alla scuola di cinema. Era appena uscito Blue Velvet e io ho tentato di contattare David Lynch, ero veramente affascinato dalla sua capacità di usare il colore. Lui non poteva e mi ha indirizzato a Dennis Hopper. Grandioso perché è sempre stato uno dei miei idoli. Purtroppo neanche lui ha potuto aiutarmi, ma entrambi mi hanno detto di aver apprezzato il disco. Alla fine l’abbiamo girato con Nigel Dick, che è riuscito davvero a riprodurre la mia visione originale. È stato girato a Memphis, al Sam Phillips studio. È stato come fare un viaggio indietro nel tempo e tornare ai primi anni ’60. Roy Orbison e Jerry Lee hanno registrato nello stesso posto. Anche Roland Jaynes, il chitarrista originale di Jerry Lee Lewis; ha partecipato all’engineering.
Hai avuto modo di suonare con Jimmy Page, Joan Jett, Joe Walsh, Georgia Satellites, L.A, Guns, Faster Pussycat, Red Hot Chili Peppers, Jetboy, The Zeroes, Guns & Roses, Jane’s Addiction e Junkyard. Se dovessi sceglierne uno per andare in tour di nuovo?
Joan Jett di sicuro. Suonare con lei è stato fantastico e anche il suo pubblico è stato molto partecipativo. Hanno mostrato di essere aperti di mente, anche nei confronti dell’opening act, LOL!
Cosa sfrigola nel tuo lettore CD ultimamente? E quali sono le migliori band della scena di Memphis?
Ascolto un po’ di tutto, ma ultimamente non riesco a togliere il cd di Brian Jonestown Massacre. Mi piacciono molto anche i lavori di APA State Mental e The Prostitutes. Memphis offre sempre qualcosa di buono, sono un grande fan di Lucero, North Mississippi Allstars e qualsiasi altro album esca per la Goner Records.
Cosa farai per promuovere l’uscita dell’album?
Ho messo insieme una grande band e stiamo facendo del nostro meglio per andare in tour. Se riusciamo ad avere la strumentazione a disposizione stiamo anche pensando di suonare oltreoceano. Questo è il nostro obiettivo primario. Abbiamo molti fans in Europa, mi piacerebbe molto poter suonare per loro. Inoltre, stiamo facendo il possibile per far uscire il disco anche lì, la gente lo deve sentire.
Pensi che ci sia ancora posto per i Rock City Angels nel mercato americano?
Oh si, il mercato americano ha bisogno di una band come i Rock City Angels, è da una vita che gli Stati Uniti non vedono una rock and roll band genuina. Non credo che questo tipo di musica morirà mai.
Hai ricevuto qualche offerta per suonare in Italia?
No, non sono stato contattato da nessun promoter o agenzia. Spero di poter suonare a qualche festival in Italia.
Molti non sanno che Johnny Deep è stato membro dei RCA. Quando è entrato a far parte della band e quando ne è uscito?
Johnny Depp si è unito alla band a Los Angeles, dopo aver ricoperto un piccolo ruolo nel film Platoon. All’epoca eravamo alla ricerca di un altro chitarrista e io e Mike Angel abbiamo conosciuto Johnny quando suonava nei The Kids in Florida. In quel periodo, Johnny era stufo di recitare e andare a caccia di ruoli decenti, mentre era eccitato all’idea di suonare in un gruppo rock. Abbiamo scritto dei bei pezzi insieme. Ha lasciato la band un paio di settimane prima di essere messi sotto contratto. La sera del concerto al 21 Jump Street, preso tra le finanze e la pressione della sua ragazza, ha deciso di suonare con noi.
Che tipo di musicista era Johnny?
Johnny era veramente bravo chitarrista e ha scritto qualche pezzo interessante di impronta dark con riff niente male. Combinazione perfetta.
Sei ancora in contatto con Johnny? Hai mai avuto occasione di jammare con lui? Qual è il film di Johnny che preferisci?
No, l’ultima volta che ho visto Johnny era la metà degli anni ’90 circa e purtroppo non in occasione di una jam. Adesso conduce una vita pienissima e non è facile avere a che fare con lui, indipendentemente da chi tu sia. Il mio film preferito è The Libertine. So di andare controcorrente, ma credo che la sua performance in quel film sia sorprendente.
E adesso lascia un messaggio ai lettori di Slam!
Ci tengo a dirvi che Use Once and Destroy è disponibile su CDBaby o sul nostro sito www.myspace.com/therockcityangels. Ora si può anche scaricare da iTunes o su Amazon. Abbiamo i fans migliori del mondo, lo sono per forza, per essere stati sempre con noi per tutto questo tempo. Abbiamo anche uno stuolo di nuovi fans che stanno scoprendo la band per la prima volta, è grandioso. Voglio ringraziare tutti voi e in particolare te Moreno per questa bella intervista.
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