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Shotgun Alley “Shotgun Alley”

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Ricordo un gruppo omonimo che veniva dall’Australia che pubblicò un disco nel 1993 dal titolo “Growing Menace“, ma pur arrivando dalla stessa parte del globo e avendo un cantante che ha lo stesso nome (Mark), la formazione Neozelandese non centra nulla con questa.
La band infatti nasce un paio d’anni fa e nonostante la giovane età, si è fatta notare dal grande pubblico aprendo gli show di Alice Cooper, Steel Panther, Def Leppard, ZZ Top e Slash. Direi niente male per questi sei pischelli cresciuti a rugby, glam metal e che da poco hanno raggiunto la maggiore età.

Il lavoro miscela sapientemente cori da stadio a cui ci avevano abituato i gruppi del Sunset Strip con arrangiamenti e suoni moderni, facendo di questo debutto una sorta di mix tra Poison e Steadlur.
Sentite ad esempio la traccia che apre il CD, “Want This”, dove si può ascoltare questo connubio tra hair metal e modernità, con i classici “Ohhhh” a riempire le casse dello stereo.

Stesso discorso, ma con un risultato ancora migliore, lo si può ascoltare in “Walk Away”, gran pezzo di hard rock a stelle e strisce, mentre con  l’hair metal di “Give It All Up For Rock” e nella lenta “Eventually”, è l’aggettivo “moderno” a ritornare in auge.
“Look At Me Now” è animata da ritmiche sculettanti e melodie contagiose, così anche nella seguente “I Came Here to Love You” si continua a giocare con gli 80’s con un intro di chitarra rubacchiato a Richie Sambora.

Con “Waiting to Fly” i suoni si fanno più cupi e attuali, mentre nel finale vi segnalo la moderna radiofonicità di “Heart Like Glass” e l’energica “Can’t Stop This” che ci sintonizzano su un prodotto godibile, a metà strada tra vecchio e nuovo.

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