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Steve’N’Seagulls: Teatro Miela (Triste) 25 Maggio 2016

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STEVE’N SEAGULLS

In questi anni strambi, dominati dai computer, dai social, dai media e dall’ossessione di diventare famoso e “visibile” anche per pochi istanti è diventato normale che una band finlandese, gli Steve ‘n’ Seagulls, sin dal nome un evidente storpiatura ironica dell’attore icona dei film macho americani tutto cazzotti e arti marziali, diventino il fenomeno del momento. Dicevamo, in questi anni strambi, ci sta quindi che questa band finlandese diventi famosa grazie al passa parola virtuale con oltre venti milioni di visualizzazioni su YouTube della loro cover di “Thunderstruck” degli AC/DC… ma ci sono cover e cover… e questi cinque individui hanno la particolarità di reinterpretare i grandi classici metal e hard rock in versione country e bluegrass… armati di strumenti come contrabasso, banjo, fisarmonica e quant’altro! Inutili? …può essere …divertenti? …assolutamente si !!!

Questo è uno dei modi “intelligenti” di proporre covers di canzoni storiche a cui non deve essere cambiato nulla per l’importanza stessa che possiedono le versioni originali.
Ma i nostri finnici questo lo sanno…e allora giù con il divertimento… la goliardia infatti qui è di casa e lo sanno loro sul palco e lo sa il numeroso e divertito pubblico che ha affollato il Teatro Miela di Trieste… il passaparola anche in questo caso ha funzionato in modo perfetto! I nostri vichinghi si presentano on stage con il sorriso e agghindati come se uscissero tutti dalla baracca di Cletus e Brandine, i due personaggi redneck dei Simpson.

Gli stereotipi della gente contadina delle aree rurali e montuose americane ci sono tutti… dai cappellacci, alle pellicce di animale in testa, dalle canottiere alle salopette di jeans ma sotto a tutto ciò c’è la bravura dei musicisti nell’arrangiare canzoni entrate di diritto nell’iconografia rock sulla scia della miglior tradizione hillbilly con l’energia indiavolata di un signor concerto metal… cosa non da tutti!!!!
L’aria di party la si respira già dall’opener “Paradise City” (…di voi sapete chi…) per poi proseguire in sorprese mano a mano che il set list viene snocciolato: si passa da “Holy Diver” dei Dio a “The Trooper” degli Iron Maiden, da “Symphony of Destruction” dei Megadeth a “Ich Will” dei Rammstein… è un susseguirsi di divertimento, energia e cori da stadio con cui il pubblico su di giri accompagna i cinque bifolchi finlandesi… più che ad un concerto sembra di essere in un pub di Dublino la notte di San Patrizio… “You Shook Me All Night Long” degli Ac/Dc, “Black Dog” degli Zeppelin per poi arrivare ai ’tallica di “Seek & Destroy“: gli Steve ‘n’ Seagulls vincono a mani basse grazie a bravura, semplicità, simpatia ed intuito… per restare in tema di San Patrizio ecco a sorpresa “Over the Hills and Far Away” del compianto chitarrista irlandese Gary Moore per poi ripassare dalle parti dei “four horsemen” con l’arpeggio di “Nothing Else Matters“, unico momento di quiete dello show.

Inevitabilmente il cavallo di battaglia della band finnica è proprio “Thunderstruck“, acclamata chiusura prima della meritata pausa.
Gran finale con l’inno “Born to Be Wild” cantato da tutto il pubblico mentre dal palco l’immenso (in tutti i sensi!) fisarmonicista con una pelliccia intera calcata sul testone (!!!) accompagna il brano degli Steppenwolf con il flauto traverso mentre gli sguardi dei musicisti sono tra il divertito e lo stupito da tanta accoglienza a loro riservata dal pubblico italiano.

Nemmeno il bar del teatro si aspettava questo party collettivo dovendo a malincuore mettere il cartello “birra esaurita” in bella vista sopra il bancone già a metà concerto.
Pazienza… a tenere alta l’adrenalina del pubblico basta e avanza lo spettacolo della band, fulgido esempio che le parole cover band non sono una bestemmia se usate con intelligenza e personalità… lunga vita ai Steve ‘n’ Seagulls !!!

MATTEO TREVISINI

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