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Summers “314”

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Chissà che non diventino davvero gli eredi più indicati dei Def Leppard questo gruppo di Southampton, nato nel 2007 per opera dei fratelli Crash e Ricky Summers, rispettivamente, cantante e bassista della band.

Giovani e bravi, questi cinque ragazzotti inglesi hanno “macchiato” il loro sound con melodie e suoni che hanno reso celebre il leopardo di Sheffield in tutto il mondo, confezionando un CD ben più ispirato rispetto ai gruppi di settore più blasonati, che ci fa intravedere una band in fase di crescita in cerca del proprio stile.

Seppur molto derivativo quindi, “364” difficilmente deluderà gli amanti di queste sonorità, in un disco dove c’è praticamente tutto quello che ci vorrebbe per gratificare un fan dell’arena rock: ritornelli e corettoni a profusione, cantato pulito e graffiante, hook melodici, riff tecnici e una sezione ritmica capace di dettare i tempi con facilità.

Già dall’operner “Shot In The Dark” è evidente la somiglianza con la band di Joe Elliot, vera e propria linfa vitale che scorre nelle note di questo lavoro, che si fa maggiormente apprezzare con brani come “Girls” (dove fanno anche capolino gli Steel Panther), “Sometimes” (con qualche accenno ai primi Bon Jovi), “Billy” (brano “solare”, che diventa d’obbligo se ti chiami Summers!), “Let’s Go Round” e “Rockmachine” (mezzo tributo ai Thin Lizzy).

L’album è molto uniforme, se si tolgono le ballatone “Too Late” e “Let’s Make Love”, i restanti pezzi rispecchiano fedelmente la descrizione sopra fatta.

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