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Sweet Creature “The Devil Knows My Name”

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Sweet Creature

Ed eccoci ad avere finalmente tra le mani l’album di debutto della nuova creatura nata per volere del chitarrista e leader indiscusso dei Crashdiet Martin Sweet: un project messo su quasi in punta di piedi e senza tanto clamore ma che si può definire tranquillamente il parto di una “all star band” tutta in salsa svedese. “The Devil Knows My Name” infatti è l’opera prima nata dalla voglia di darsi uno scossone dopo gli ennesimi problemi di line-up dei Crashdiet che li ha fatti finire in cella frigorifera a tempo indeterminato. Reclutato il fratellino Michael TxR dietro le pelli (drummer dei Toxic Rose ed ex Lipstixx’n Bulletz), l’ex leader di un’altra piccola grande band svedese d’inizio millennio come Tin Star dei Gemini Five (qua al basso) e per finire, l’ultimo tassello mancante, il chitarrista della band death metal This Ending nonché affermato produttore, Linus Nirbrant.

La maggior parte delle volte la somma dei nomi importanti in una band porta ad una delusione e le aspettative createsi dai nomi coinvolti sfociano in fregature colossali… per fortuna non è il caso per quanto riguarda il debutto dei “The Devil Knows My Name” infatti è l’opera prima nata dalla voglia di darsi uno scossone dopo gli ennesimi problemi di line-up dei Crashdiet. Martin Sweet è stato furbo! Ha puntato tutto sulla semplicità e sulle melodie (…alla fine della fiera la vera cosa fondamentale nello scrivere una buona canzone hard rock!) e, autoproducendosi l’album, hanno partorito un piccolo gioiellino con nove canzoni deliziose di sleaze metal moderno ed un po’ dark. Niente di innovativo ma solamente una qualità che stupisce fin dal singolo iniziale “Not Like Others” (“…We are not like others, we are not confused, we shall be uncovered, cuz we aren’t just like you” …una vera e propria dichiarazione d’intenti!) per proseguire con i ritmi sbilenchi di “Time To Move On” che sembra uscita dal canzoniere migliore dei mai troppo ricordati Love/Hate.

Burning Midnight Oil” e la stessa title track “The Devil Knows My Name” sono due piccole gemme di sleaze melodico: c’è tutto quello che serve! Chrorus perfetti a presa rapida, riff corposi e la voce viziosa di Martin Sweet che dimostra personalità e carattere anche dietro al microfono (…nonostante i limiti tecnici).

Purpose In Life” è la ballad, posta a metà album per spezzare il ritmo con una splendida melodia dolce ed incantatrice. Le atmosfere un po’ dark aumentano negli ultimi brani che – se possibile – dimostrano una qualità in crescendo fino all’ultima nota che chiude il debut dei Sweet Creature ad iniziare da “Away From You”, malinconica ma energica al punto giusto. Le atmosfere metropolitane tanto care ai Gemini Five di Tin Star fanno capolino in “Our Moment” e nell’anthem “Fifteen Minutes”, un classico rock’n roll da strada con un bel ritornello da cantare sotto il palco. L’album non poteva finire in modo migliore se non con la bomba “Perfect Day”, sinuosa, cattiva e sporca ma con un refrain a dir poco brillante.

Vista la deriva presa dai Crashdiet (…siate sinceri, a chi è piaciuto veramente l’ultimo “The Savage Playground” di ormai tre anni fa?) ed i loro problemi di line up perenni se fossi Martin Sweet rischierei e farei una puntata su questa sua nuova e “dolce creatura”: questo debutto dimostra che il quartetto può giocarsela ai piani alti senza nessuna paura con tutte le bands odierne possedendo una frizzante urgenza che ormai la band madre aveva perso da tempo. Una delle uscite sleaze più “hot” dell’anno!

www.sweetcreature.org

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