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Moreno Lissoni

Li abbiamo conosciuti come Razzle Dazzle, ma ora il quartetto lombardo torna con il nome di GENERATION ON DOPE.
Nuovo album, nuovo bassista, nuove sonorità e un contratto con la Bagana sono alcuni degli argomenti che abbiano trattato con il cantante Simo..

Ciao ragazzi, prima di tutto, bentornati!
Allora, per iniziare perchè non mi raccontate dove siete finiti negli ultimi anni?
Bella domanda! Sono successe un sacco di cose… Qualcuno si è sposato, qualcuno si è ubriacato e qualcun altro ha fatto un sacco di chilometri, poi ci si è ritrovati tutti e quattro su una spiaggia in Sardegna e si è deciso di fare un disco. Da lì in poi solo sala prove, lanci di oggetti, insulti e mani in faccia “generation.on.dope” è il fedele resoconto di questi ultimi tre anni. Speriamo vi piaccia.

Spectra prima, Razzle Dazzle poi e ora G.o.D, il cambio di nome è dovuto alle nuove sonorità o al cambio di formazione... o a entrambi le cose?
Hai presente il classico commento che si fa ascoltando “Load” dei Metallica? “E’ un bel disco ma non sono i Metallica!” Ecco, noi abbiamo voluto mettere le mani avanti. Scherzi a parte, per noi un elemento nuovo nella line-up significava qualcosa di completamente nuovo, sia a livello umano che prettamente sonoro, qualcosa che meritava una nuova identità.
E poi Kris delle Jains ci ha detto che Razzle Dazzle era un nome di merda. Lo ha pensato anche di G.o.D in realtà, ma ormai eravamo lanciati.

Il cambio di sonorità è stato dettato dai trend oppure eravate solo stufi di fare del "party metal"?
Non parlerei tanto di cambio di sonorità quanto di evoluzione. Se non avessimo avuto quel brusco stop nel 2006 avremmo avuto un album nel 2007 che sarebbe stato una via di mezzo tra “Rzd inc” e “generation.on.dope”. Per ovvi motivi invece è rimasto questo “buco” nella continuità stilistica… fermo restando che non abbiamo mai smesso di considerarci una band party metal.

So che avete raggiunto un accordo con la Bagana...
Esatto! Bagana Records si occuperà della distribuzione del nostro album a livello nazionale tramite Edel a partire da maggio 2010, mentre Bagana Rock Agency ci farà da agenzia di booking.

Cosa vi ha convinto a firmare per Bagana e non per un'altra etichetta?
Ci sarebbe da chiedersi cosa ha convinto Bagana a prendere noi quattro marpioni imbolsiti al posto di una band giovane fresca e trendy! Comunque, ha contato parecchio il piano umano, si sono posti da subito in maniera molto chiara riguardo le prospettive e alle possibilità di questo disco e hanno capito quali sono le priorità di una band come la nostra.

Il primo singolo e video si intitola "Cinnamon", cosa mi potete dire sul pezzo?
E’ uno dei pezzi più ispirati del disco secondo me, fai conto che mi sono svegliato una mattina con il ritornello che mi ronzava in testa, il riff giusto era già in giro e arrangiarla è stato un gioco da ragazzi. Il problema era che nel testo provvisorio usavo fonemi che ricordavano la parola “cannella”, da qui il titolo. Fortunatamente il Joey è arrivato con questo testo che parla di una storia d’amore ma in maniera per nulla scontata, così la cannella è rimasta solo nel titolo.

Come è nata l'idea del video?
E’ stata un’idea di Andrea De Bernardi, già produttore artistico di “generation.on.dope”. E’ stato massacrante perché essendo un unico piano sequenza, senza tagli o montaggio, abbiamo dovuto rifare tutto il pezzo dall’inizio alla fine una montagna di volte in modo da avere un po’ di opzioni tra cui scegliere. Direi che il sudore, le facce sbattute e il trucco inesistente la dicano lunga su quale ripresa abbiamo scelto.

Come mai avete ripreso "Clean" dal vecchio repertorio?
In parte perché siamo affezionatissimi a quel pezzo, non ci stanca mai nonostante il milione di volte che l’abbiamo suonata, e vediamo che in un modo o nell’altro ha toccato tutti quelli che ci hanno ascoltato, vista anche la partecipazione del nostro pubblico quando la eseguiamo dal vivo. E poi secondo noi si amalgamava bene con le nuove canzoni.

Il CD si chiude con una canzone "dance", è uno scherzo o state cercando di allargare il mercato?
Più che uno scherzo è stato un divertissement, la versione originale era un brano davvero rock, ma sul “dance everybody” nel ritornello il pubblico aveva movenze davvero da discoteca, così abbiamo deciso di farne un remix, complice il nostro amico Guido dei This Grace che già non vedeva l’ora di metterci le mani sopra.

Il disco è dedicato alla memoria di Mario, com'è cambiata la vostra vita dopo la sua perdita?
Credo che ci abbia resi inevitabilmente delle persone più serie. Prima eravamo dei cazzeggiatori professionisti e spesso era lui che ci richiamava all’ordine, non gli piacevano le perdite di tempo anche se poi era il primo della fila quando c’era da fare festa. A livello personale lui mi ha insegnato la volontà, in passato sono stato parecchio “molle”, tendevo a vivere in maniera abbastanza passiva anche quando magari avrei voluto essere padrone della mia vita e spesso mi rimproverava per questo. La grande lezione che mi ha lasciato è che la vita è troppo breve per non vivere ogni singolo istante.

Quale è il miglior ricordo che avete di lui?
E’ dura fare una classifica, oltre ad essere amici al di fuori della band abbiamo fatto quasi duecento concerti insieme o forse di più, sono una frana coi numeri. In ogni caso, al di là dell’inevitabile baldoria che si fa durante e dopo lo show, credo che ci si porti nel cuore ogni chilometro di autostrada, ogni minuto in autogrill e ogni attesa pre-concerto, è lì che succedono le cose importanti, quei momenti che raccontati non significano nulla ma che quando li vivi sono violenti lampi di senso della vita, cose che quando ci ripensi ti danno una fitta al cuore.  Abbiamo avuto la fortuna di vivere tanti di questi momenti e credo che ognuno di noi li porti tutti nel cuore.

Al suo posto ora troviamo The Joey Crespi, lo presentate ai lettori di SLAM!?
Il Joey è pazzo! Scherzi a parte, è un nostro amico da parecchio tempo, introdurlo nella famiglia è stato semplice anche se siamo quattro casi umani mica da ridere. Comunque, oltre ad essere un fenomeno col basso, canta meglio di me e nessuna delle nostre giovani fans resiste al suo fascino oscuro, infatti ha anche esperienze all’attivo come modello. Inoltre come ti dicevo prima è un ottimo autore/compositore, ha scritto diversi testi di “generation.on.dope” e credo proprio che al prossimo album contribuirà anche dal punto di vista musicale.

So che state pianificando un po’ di date in giro per il Nord Italia, ci potete già anticipare qualcosa?
Non solo Nord Italia, l’idea è quella di suonare tanto e ovunque e in questo ci daranno una grossa mano i ragazzi di Bagana, soprattutto a partire dal prossimo autunno, restate sintonizzati!

Come è stato suonare di supporto ai Pretty Boy Floyd? Qualche aneddoto della serata?
Pensa soltanto che qualche anno fa suonavamo la cover di “Leather Boyz with Electric Toyz”! Certo, forse qualche anno fa saremmo stati più adatti al contesto, ma al di là delle espressioni sconcertate quando ci siamo presentati sul palco in jeans e maglietta durante il soundcheck per poi ritornare in giacca e cravatta, direi che è filato tutto liscio.

Ora vi saluto, lascio a voi chiudere l'intervista.
E’ stato un piacere e un onore, un grosso grazie a tutti i lettori di Slam!
Tenete d’occhio il nostro space www.myspace.com/generationondope perché tra un po’ potremmo essere dalle vostre parti, ci vediamo sotto!
Peace & Love

G.o.D

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