Mac Parak: “Lost in the 80s – vol. 1” raccoglie trent’anni di hard rock, aor e memorie musicali

Mac Parak Lost In the 80s
Un album antologico digitale che attraversa registrazioni, singoli e demo realizzati tra la seconda metà degli anni Novanta e il 2026, con due brani inediti e collaborazioni con musicisti della scena hard rock e metal italiana e internazionale.

Arriva sulle piattaforme digitali “LOST IN THE 80S – VOL. 1”, il nuovo progetto discografico di Mac Parak, pseudonimo musicale del regista, autore e storyteller Marco Paracchini. Più che un nuovo album in senso tradizionale, Lost in the 80s – Vol. 1 è una sorta di archivio musicale personale: una selezione di singoli, demo e canzoni registrate nell’arco di circa trent’anni, dalla seconda metà degli anni ’90 fino al 2026, recuperate e riunite per raccontare il lato più hard rock e AOR dell’artista.

Accanto a brani già appartenenti alla storia musicale di Mac Parak, l’album contiene anche due inediti, trasformando la raccolta in un ponte tra passato e presente.

Il titolo non vuole nascondere le coordinate musicali del progetto: melodie immediate, chitarre, grandi ritornelli e quella particolare concezione dell’hard rock melodico che tra gli anni Ottanta e Novanta ha prodotto AOR, hair metal e melodic rock. Non si tratta però di un’operazione nostalgica costruita oggi a tavolino: molte delle registrazioni presenti nel disco appartengono realmente a epoche diverse della vita artistica di Mac Parak. Nel corso degli anni le sue canzoni hanno incrociato anche musicisti di primo piano della scena rock.

Tra gli autori e collaboratori presenti nel percorso raccolto nell’album figura Alessandro Del Vecchio, musicista, songwriter e produttore italiano, cantante e tastierista degli Edge of Forever e nome legato, tra gli altri, a Hardline, Jørn e numerosi progetti della scena hard rock internazionale. Un altro nome presente è quello di Francesco Marras, chitarrista, cantante e compositore sardo, fondatore degli Screaming Shadows e dal 2020 chitarrista dei britannici Tygers of Pan Tang, storica formazione della New Wave of British Heavy Metal.Tra gli altri musicisti che hanno partecipato alle registrazioni nel corso degli anni figurano Luca Antonini, compositore attivo anche nell’ambito delle musiche per cinema e televisione, Stef Viana (uscito con due cd a nome VIANA) e Rafael Gentilzani, musicista proveniente dal mondo del liscio ma da sempre appassionato di hard rock e hair metal.

Trent’anni di musica paralleli a cinema e storytelling

Dietro il nome Mac Parak c’è Marco Paracchini, regista, docente e storyteller, che porta avanti la musica come passione fin dal 1995. Nel corso degli anni ha militato in diverse formazioni, tra cui White Sand, Big Tokyo e Steel Arrow, registrando numerosi demo e attraversando soprattutto i territori dell’hard rock melodico, dell’AOR e dell’hair metal. Ha cantato dal vivo in Italia e anche in Francia; dopo una lunga esperienza tra band, sale prove, registrazioni indipendenti e concerti, la sua ultima apparizione live risale al 2016.

La musica, però, non è mai realmente scomparsa. Negli ultimi anni Mac Parak ha affiancato al proprio passato rock un percorso di cantautorato in italiano, mantenendo chitarre e attitudine rock ma spostando l’attenzione verso il racconto, la memoria e una scrittura più vicina alla tradizione del rock italiano degli anni Novanta. Un ritorno che nel 2025 ha trovato uno dei suoi momenti più significativi con “Quando c’era il Liga”, brano dichiaratamente ispirato alle atmosfere del rock italiano degli anni ’90 e dedicato alla memoria generazionale di chi quegli anni li ha vissuti. Pubblicato nell’estate del 2025 e successivamente entrato in programmazione radiofonica, il singolo ha ottenuto riscontri anche nel circuito delle radio indipendenti e delle classifiche web. Secondo i rilevamenti Radar Monitor e Classifica Indipendenti Web, il brano ha raggiunto il primo posto nelle categorie ROCK e in quella ESORDIENTI, mantenendo il podio per due settimane consecutive nell’autunno 2025. Il singolo ha inoltre proseguito la propria presenza nelle classifiche indipendenti nei mesi successivi ed è stato ripreso da diverse testate e magazine musicali. Mac Parak conta oggi tre album di rock italiano, nel 2027 uscirà quello nuovo.

 

“Lost in the 80s”: non una ristampa, ma una macchina del tempo

Con Lost in the 80s – Vol. 1, Mac Parak torna invece alle radici internazionali della propria formazione musicale. Il disco nasce con un intento preciso: salvare e riordinare una parte di una storia musicale iniziata quando le canzoni si registravano su demo, i brani passavano di mano in mano e l’idea di pubblicare un album in streaming apparteneva ancora alla fantascienza. Registrazioni lontane nel tempo convivono così con materiale più recente e con due nuove tracce, senza cercare di cancellare le differenze sonore tra le varie epoche. È proprio questa disomogeneità temporale a diventare parte del racconto: una voce, un autore e la stessa passione osservati a distanza di decenni.

“LOST IN THE 80S – VOL. 1” è quindi un’antologia, ma soprattutto una fotografia musicale lunga trent’anni. E quel Vol. 1 nel titolo lascia intendere che una parte dell’archivio deve ancora essere riaperta.

MAC PARAK – LOST IN THE 80S – VOL. 1 Album antologico digitale – Distribuito da DISTROKID – Genere: Hard Rock / AOR / Melodic Rock – Disponibile su tutte le piattaforme digitali

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