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Little Caesar – Ron Young

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Terminator, custom, animali, Four Horsemen, Romney e “American Dream”, sono alcuni degli argomenti trattati da il vocalist e leader dei Little Caesar.
Di seguito un disponibilissimo Ron Young ci ha raccontato un pò di cose sul nuovo album, ha detto la sua sulla situazione economica americana e ci h parlato delle sue passioni e di quando tirava steccate sulla testa di Arnold Scharzenegger.

Ciao Ron, è davvero un piacere per me poterti intervistare, ho sempre amato i progetti a cui hai partecipato. Bene, per iniziare perchè non mi parli subito del nuovo album: “American Dream”?
American Dream” è la nostra ultima release. L’abbiamo registrato con il produttore Bruce Witkin ed è stato fantastico lavorare con lui. E’ riuscito ad ottenere dei grandi suoni di chitarra… che è stato sempre uno dei nostri più grandi problemi. Il disco è abbastanza vario e una volta ancora ci portiamo dietro le nostre influenze orgogliosamente.
Abbiamo registrato e mixato velocemente… in 20 giorni… molti dei quali neanche a tempo pieno. Ci siamo divertiti a registrarlo, abbiamo impiegato molto più tempo nelle prove per assicuarci una migliore registrazione e penso che ha dato i suoi frutti!
C’è un vero e proprio “growl” nel disco che non siamo mai stati in grado di raggiungere con i nostri precedenti lavori. Siamo esclusivamente una live band e catturare la nostra potenza è stata dura in studio… ma non questa volta!
Il materiale contenuto è tutto originale, avevamo così tante canzoni che non abbiamo avuto la possibilità di fare le nostre solite cover per far vedere quali brani amiamo suonare degli altri artisti.

A livello compositivo… di songwriting, ci sono molte differenze rispetto al precedente “Redemption” o è solo un’evoluzione?
Su “Redemption” è stato un processo interrotto. Abbiamo scritto e siamo stati in studio per diversi mesi, ma non ha dato risultati soddisfacenti. Con questo invece abbiamo deciso di aspettare fino a quando non ci siamo sentiti pronti per entrare in studio per avviare un processo di registrazione continuo e questo ha reso l’album migliore.
L’inserimento di Joey Brasler nella band poi, è stato molto utile anche per il songwriting. E’ un bravo autore e collaboratore e ha una vasta conoscenza della musica… la musica che noi tutti amiamo, ed è stato un piacere per me vedere i cambiamenti che ha portato nella scrittura dei brani. Ha anche ispirato Loren (Molinare, l’altro chitarrista. nda). Joey è anche un “tone freak” sui suoi suoni. E’ un chitarrista straordinario e la sua collezione di ampli ci ha dato DAVVERO un grande gamma di suoni per il disco.
Ha capito che suoni voleva Loren, ha lavorato sulle tonalità così da riuscire ad ottenere un suono unisono.
Con questa combinazione, l’abilità di Bruce nel microfonare in sala, abbiamo raggiunto un’ottima schiera di suoni e tastando molti stili musicali che amiamo. Sentirai il nostro omaggio a gruppi come AC/DC, Bad Company, The Rolling Stones, Dave Edmunds, Led Zeppelin, 60’s Garage ecc… tutta la musica che amiamo e che orgogliosamente rivendichiamo come la fonte della nostra creatività. Non è mai stata nostra intenzione intraprendere nuovi territori musicali.
Il nostro scopo è sempre stato quello di prendere la musica che ci piace e ci influenza e transformarla in quella dei Little Caesar per farla diventare nostra.

Quale sarà il primo singolo? Ne farete un video?
Il primo “singolo”… se ce ne sarà uno ancora… probabilmente sarà “American Dream”. Ritengo opportuno trattare della natura politica di casa nostra e dei nostri sentimenti sull’attuale situazione economica americana.
Stiamo mettendo insieme un concept che servirà poi per realizzare il video.

Perchè, cosa ne pensi dell’attuale crisi economica? Chi credi sarà il miglio successore di Barack Obama?
Obama è una scelta migliore di Romney. Romney pensa soprattutto al capitale… anche a scapito della gente che soffre. Pensa che ci sarà ad un’effetto trickle-down, ma non succederà mai… crede che gli americani più ricchi debbano usare i propri capitali per generare più ricchezza in modo che poi “sgoccioli” su le classi più povere.
Obama, credo, ha un modo più intelligente e un approccio più umano per cercare alla nostra middle class di rimanere a galla. Nei tempi di crisi lo ha dimostrato mentre Romney ha pensato alle tasche delle banche e degli investitori e non si è preso a cuore quelli dei cittadini.
L’America ha bisogno di rimettersi al lavoro. Sfortunatamente l’etica del lavoro era più presente quando gli immigrati affamati costruirono una grande nazione.
L’America ora non vuole lavorare o fare più i sacrifici necessari per lottare insieme per un cambiamento, mentre gli immigrati sono venuti con aspettative irrealistiche e poi ci hanno guidato al successo.
Inoltre, nelle circostanze attuali non aiuta il fatto che è difficile avere un’istruzione, mantenere una famiglia, crescere i bambini e trovare un buon lavoro. Spero cambierà… ma dubito succederà sotto la guida di Romney.

Torniamo al disco: “Prisoner Of Love” e “Own Worst Enemy” sono dedicate a qualcuno in particolare?
Entrambi le canzoni sono una combinazione di esperienze personali di persone che amo e che ho visto passare attraverso le difficoltà nei loro rapporti. Cerco di scrivere canzoni in cui la gente si possa identificare… di solito aggiungendo un pò di humor.
“Prisoner” parla di un ragazzo intrappolato da una donna e di cui non può a liberarsi… piuttosto che farsi torturare ancora dal suo fascino e dal suo cattivo comportamento, decide di ucciderla (risata).
Avrebbe preferito marcire in prigione piuttosto che continuare ad essere torturato. Sono sicuro che ogni ragazzo è stato con qualcuna che non riusciva a staccarsi, che lo trattava come una merda e più lo faceva e più tornava indietro.
“Own Worst Enemy” è la continuazione di questo tema, ma in un senso più ampio. Conosco molte persone che devono avere rotto il loro “cerca persone” quando si tratta d’amore, una brutta cosa amare qualcuno che non è in grado di ricambiare… anche se vorrebbe.

Ho notato che l’artwork del CD contrasta molto con il titolo…
E’ una cosa ironica e divertente. Volevo che si vedesse l’attuale stato delle condizioni economiche in America.
Molti americani hanno un senso di arroganza e diritto, mentre altri hanno sempre lavorato duro, ma non riescono a stare a galla. Molti americani invece si sono dimenticati che siamo diventati un grande paese dopo due Guerre Mondiali cancellando l’economia europea. Certamente vorremmo crescere/sollevarci come una nazione ricca. Questa crescita darebbe a molti americani la possibilità del benessere anche se questo benessere però diventerebbe pigrizia. Ora che il mondo è relativamente di nuovo in piedi e molte economie emergenti sono cresciute abbassando di qualche tacca il livello dell’America, molti hanno paura, sono arrabbiati e affamati. Molti americani sono diventati ricchi a spese dei meno fortunati, ma ora è ancora più evidente. Negano questa situazione e pensano che se sventolano le bandiere più forte, tutto migliorerà. E’ ridicolo. I nostri valori sono finiti sotto i piedi e molti idolatrano la ricchezza piuttosto che l’umanità. Bisogna cambiare.. ma nel frattempo… continuiamo a mentirci pensando di avere tutto o avercela fatta… mi spiace… stiamo sbagliando.

Ah, una domanda stupida, da dove viene il nome “Little Caesar”?
Little Caesar prende il nome da un grande film di gangster che aveva lo stesso titolo. Penso che il nome “Caesar” sia potente, ma il “Little” ci riporta con i piedi per terra… un’altra dicotomia.

Sempre parlando di “American dream”… qual’è il tuo attuale sogno?
Il mio sogno attuale è quello di continuare a suonare con i ragazzi che adoro, suonare per i nostri grandi fan e di continuare a godere della benedizioni della musica.

So che a giugno sarete in Europa, ma non sono previste date in Italia. Nessuna buona proposta oppure non vale la pena venire nel nostro paese?
Stiamo cercando di tornare in più posti possibile in Europa, ma in alcuni non riusciamo. Vorrei che fossimo delle ricche “Rock Stars” per poter semplicemente suonare la nostra musica ovunque e per tutto il tempo, ma non abbiamo altra scelta quando devi lavorare e integrare la musica… devi dire al capo che te ne vai per 3 mesi e quando ritorni a casa non sai se hai ancora il lavoro!

Che ricordi hai invece della data a Bologna dello scorso anno?
Abbiamo ritardato molto, ma quando siamo usciti sul palco ho sentito un caloroso responso da parte dei grandi rock and roll fan. Abbiamo davvero dei grandi ricordi di quello show. Avete dei fan davvero appassionati a cui piacciono indifferentemente diversi tipi di musica rock e ho un grande rispetto per questo. Negli States molti fan hanno una mentalità molto ristretta sulla musica.
E’ così bello vedere e suonare con gruppi diversi che rientrano però nei vari stili di musica Rock.

Parliamo un pò di te, mi racconti le tue esperienze con The Four Horsemen, Manic Eden e Dirt?
I Dirt sono stati un progetto di breve durata. Era un momento strano a Los Angeles con i gruppi grunge che emergevano e le tipiche band del Sunset Strip che cadevano.
Abbiamo avuto un sacco di interesse dalle etichette, ma tutti noi eravamo legati ad altri progetti e non siamo riusciti a proseguire.
I Manic Eden sono stati per me una vera delizia. E’ stato un onore suonare con questi ragazzi pieni di talento ed esperienza.
Purtroppo Adrian si era rotto ed è tornato a lavorare con David Coverdale… mi piaceva molto quello che stavamo facendo con questo progetto.
Con i Four Horsemen è stato più che altro un tributo a Frank (C. Starr, voce dei Four Horsemen. nda ). Avevano appena saputo dai medici che non sarebbe mai emerso dal coma.
Avevano appena terminato il loro disco, quando Frank ebbe quell’incidente. C’era una grande richiesta dal Canada per un loro tour così decidemmo che avrei colmato la sua assenza solo per fare un omaggio a Frank… non per sostituirlo. Discutemmo sul fatto se si poteva andare avanti quando tornammo a Los Angeles, ma la metà della band era canadese e logisticamente era troppo difficile.

Non tutti sanno che sei apparso in Terminator 2, ci vuoi raccontare qualche aneddoto?
E ‘stato molto divertente. Jim Cameron era un mio amico e mi chiamò dicendomi di andare da lui che avrebbe scritto una parte per me. Ho riso quando mi disse che aveva bisogno che io facessi una parte.
Devo aver colpito una dozzina di volte Arnorld con la stecca da bigliardo in quella scena. Lui, iniziava a fare certe smorfie… Jim ci stava facendo impazzire. Così ad un certo punto abbiamo provato una controfigura, abbiamo provato a mettere un palo dietro la testa, così non l’avrai più colpito… ma non funzionò.
Alla fine siamo riusciti a farla… ma quando mi ha afferrato per buttarmi fuori quella finestra, devo dire che mi ha restituito il dispiacere!

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Cani, moto, tatuaggi… ma chi è Ron Young quando non è su un palco e quali sono i suoi hobby e passioni oltre alla musica?

Customizzo auto e moto. Lavoro le parti in metallo per arrotondare. Questo lavoro mi permette di utilizzare le attrezzature necessarie per tagliare la parte superiore di un auto d’epoca e saldarne  di nuove insieme per creare qualcosa di veramente cool. Mi piace l’individualità e la creatività di questa attività.
Ho anche 2 cavalli, 2 asini, 2 maiali, 4 cani e 60 Koi… amo gli animali… meglio di tanta gente direi. Lavoro anche in un centro di soccorso per la fauna e gli animali selvatici che si fanno male nella zona in cui vivo. Abbiamo coyote, falchi, leoni di montagna, cervi, procioni, opossum, civette ecc… li rimettiamo in sesto e poi li liberiamo una volta che sono guariti.

Moto e tatuaggi: quale è stata la prima e quale è stato l’ultimo?
Il primo tatuaggio è stato un cavallo al braccio… l’ultimo una ruota del Karma in un piccolo spazio di pelle incolore sul mio braccio… Non ne ho molti sulla sinistra (risita).
La mia prima moto è stata una piccola Harley italiana che poi ho ricostruito quando avevo 16 anni, la mia ultima un’Harley custom con le sembianze di un vecchio knucklehead e la parte anteriore stile Springer… sembra grande, ma va di merda!

Grazie Ron per la bella intervista, chiudo facendoti i complimenti nuovamente per il nuovo album e spero ci si possa vedere per uno show in Italia… se no proverò a venire io in Svizzera..
Sarebbe grandioso!!!!!!!!

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Frontiers Records

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