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The Plod “Neo City”

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La Rave Up records, che dal lontano 1999 ci delizia con i vinili della serie “American Lost Punk Rock Nuggets” dedita alla riscoperta di Punk band “minori” di fine 70’s, ha lanciato in tempi più recenti la “Euro Glam Serie”, a quanto pare destinata a diventare acquisto obbligato per gli appassionati del genere. Le radici di questa apertura al Glam rock risalgono al 2003, anno di pubblicazione del bellissimo (ed ora pressoché introvabile) LP “Raving Mad” dei prime-movers statunitensi Shady Lady, mentre la nuova serie espressamente dedicata alla scena del vecchio continente è stata inaugurata con l’ormai sold-out “Iron Virgin” dell’omonima band scozzese autrice di due singoli tra il 1973 ed il 1974, e propone una seconda uscita tanto inaspettata quanto eccezionale, dedicata ai Plod di Colchester.

I fan più attenti ricorderanno “Neo City”, uno dei brani più belli ed incisivi tra i 20 inclusi nella seminale compilation “Velvet Tinmine” (2003 – RPM records), fino ad allora completamente inedito poiché i Plod nei loro giorni di gloria non riuscirono a pubblicare nulla di ufficiale. Agli inizi del 1975 furono infatti scritturati dalla piccola label londinese Banjul records, che di li a poco si trovò invischiata in problemi contrattuali e finanziari e la band si ritrovò di fatto con un pugno di mosche e si sciolse nell’arco di pochi mesi, fortunatamente le poche sessions in studio consentirono loro di incidere i sei brani che troviamo raccolti in questo provvidenziale LP. Nonostante siano perfettamente calati nel contesto dell’epoca, come testimoniano look ed attitudine, il loro stile non è affatto scontato e paga dazio all’imperante Glitter rock solo con “The Only Way To Go”, richiamando in modo palese gli Slade di “Gudbuy T’Jane”.

Il sound è eclettico e versatile in più di un frangente, sterza verso un caldo Hard Blues con “Long Gone” e “Lost In Crowd” e sperimenta ritmi reggae a tinte glamour con “Space Boy” ben prima dei Girl di “Passing Clouds”. La title-track svetta su tutte con un sound fresco e potente, per certi versi innovativo e precursore dello Street Glam di fine 80’s e la conclusiva “Phil The Cleaner” è boogie-glam sguaiato ed urbano con la chitarra sugli scudi a tessere trame infuocate. Signore e signori, questi erano “The Mighty Plod”, band superiore ad altre più blasonate, cui è mancato solo un pizzico di fortuna e ci ha lasciato una manciata di brani che, a distanza di 35 anni, fanno ancora la loro sporca figura. Ordinatelo velocemente, dischi come questo non restano sugli scaffali a lungo. Amen.

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