Kevin K And The Bowery Kats “More”

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Nuovo disco per Kevin K su Vicious Kitten Records. Se vi stavate chiedendo se avessimo davvero bisogno dell’ennesimo disco di Kevin K, la risposta è proprio lì, nel titolo: "More"!

Nuovo disco per Kevin K su Vicious Kitten Records. Se vi stavate chiedendo se avessimo davvero bisogno dell’ennesimo disco di Kevin K, la risposta è proprio lì, nel titolo: More. Abbiamo sempre bisogno di più Kevin K!

Come promette il titolo, in questo disco troverete più melodia, più chitarre, più anima, più storie, più vita. Gli ingredienti fondamentali, la benzina che da sempre alimenta il motore di Kevin.

Kevin continua a fottersene delle mode, rimanendo fedele al suo sound: un cocktail di New York Dolls, Heartbreakers, Dead Boys e Ramones. Una personalissima interpretazione del rock’n’roll, filtrata attraverso l’urgenza del punk, senza mai dimenticare una sensibilità melodica profondamente radicata nel pop degli anni Sessanta e nel power pop degli anni Settanta.

Prima di partire con lo spiegone, scopriamo subito le carte: io Kevin lo adoro.

A lui sono legati alcuni dei ricordi più belli dei miei anni trascorsi su un palco. Insieme abbiamo pubblicato uno split, Frantic Tales for the Fast Living, e condiviso un paio di tour. Quello che mi sono sempre trovato davanti è stato un musicista capace di regalarmi serate entusiasmanti.

Per chi non avesse familiarità con Kevin, la sua storia comincia a Buffalo, alla fine degli anni Settanta, insieme al fratello Alan. Prima i Toys, poi i New Toys, i Lone Cowboys e i Road Vultures, passando per New York e Los Angeles. Alan, come Kevin, cantante, chitarrista e autore, rappresenta la perfetta controparte artistica di Kevin. Quando viene a mancare, nel 1996, Kevin si ritrova a portare avanti da solo un percorso artistico che fino a quel momento avevano costruito insieme.

Da lì intraprende una carriera solista che lo porterà a girare tutti gli Stati Uniti, senza farsi mancare tour in Europa e Giappone. Collaborazioni in studio e dal vivo con membri dei Trash Brats e degli Hollywood Teasze, con Texas Terri, e serate condivise con leggende come Sylvain Sylvain e Cheetah Chrome vanno a incorniciare una carriera che ha reso Kevin un personaggio indimenticabile dell’underground, un nome ben noto agli appassionati del punk rock della prima ora e del rock’n’roll più verace.

Adesso passiamo al disco.

More nasce dalla volontà di riallacciare un legame con il fratello Alan e con il periodo condiviso nei Road Vultures, recuperando alcune composizioni di quella stagione particolarmente felice, nella quale le personalità musicali dei due fratelli si intrecciavano fino a diventare una cosa sola. Canzoni che Kevin non ha mai davvero abbandonato e che ancora oggi costituiscono una parte importante del suo repertorio.

Per queste registrazioni ha utilizzato proprio la Fender Telecaster appartenuta ad Alan, un gesto dal forte valore simbolico che rende questo lavoro qualcosa di più di una semplice rilettura del passato.

Le dieci canzoni attraversano le diverse sfumature della personale visione che Kevin ha del rock’n’roll. Ad accompagnarlo troviamo i Bowery Kats, con Garrick Turner al basso e Karl Durden alla batteria, quest’ultimo già suo compagno d’avventura nei Road Vultures.

 

 

“Back To You” introduce il disco con un rock’n’roll diretto. “Call” e “She” sono due autentici classici del repertorio di Kevin. Ho sempre considerato le versioni pubblicate su “Just Say Yes” dei Road Vultures le interpretazioni definitive di questi due brani, ma è bellissimo ritrovare Kevin alle prese con i suoi classici, affrontati con tutta l’energia del primo giorno e con la consapevolezza e il mestiere accumulati in quasi cinquant’anni di attività.

“A Scary Place” suona tanto Dead Boys, mentre “I Fell For You” riporta subito il pop al centro del quadro. “On Your Own” e “Try” ci presentano il Kevin più introspettivo, mentre “You Said” rialza le chitarre per un rock’n’roll energico e stradaiolo. La title track, More, originariamente pubblicata dai Road Vultures su Ride del 1995, chiude il cerchio con il passato.

Il disco scorre senza il minimo intoppo. Questa è una delle qualità che ho sempre apprezzato nelle canzoni di Kevin: magari non tutte ti faranno gridare al miracolo, ma quando partono sullo stereo difficilmente ti viene voglia di passare alla successiva.

Kevin ci prende per mano anche questa volta e ci porta a spasso nel suo mondo, dimostrandoci che non c’è nessun bisogno di reinventare il rock’n’roll: basta continuare a suonarlo.

Bandcamp
viciouskitten.bandcamp.com/album/more

Vicious Kitten Records
www.viciouskittenrecords.com

 

Lester Greenowski

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