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The Erotics “Three Sheets To the Wind”

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The Erotics

Fa strano pensare che il trio terribile The Erotics festeggi i suoi vent’anni eppure… rieccoli qua con un minimale E.P. di soli tre pezzi. Certo… meno di dieci minuti per saggiare lo stato di salute del trio di Albany  sono un po’ pochini ma questo ci hanno consegnato e questo noi giudichiamo…

La band di Mike Trash ritorna a far casino con il suo sleaze/glam punk’n roll divertente ma sporco e “vero”, come solamente una band che respira l’aria di New York sa fare.

Sono lontani gli inizi del nuovo millennio, ai tempi del debutto, dove il loro punk tutto pieno di chorus infettivi attirava l’attenzione degli amanti del rock’n roll più sporco e crudo in anni in cui questo genere iniziava timidamente a tirare fuori la testa dalla tana in cui si era nascosto nella seconda metà degli anni novanta.

Dopo alcuni anni di gavetta, il debutto “20th Century S.O.B.” del 2001 ma soprattutto “All That Glitters is Dead” dell’anno successivo (molto migliore del primo!)  li ha fatti conoscere anche al di qua dell’oceano, complici alcuni tour per i club del vecchio continente.

Questo E.P. dal titolo emblematico di “Three Sheets To The Wind” ci riconsegna una band affamata e sporca come non mai che ritorna ai suoni classici da cui è nata ovvero il classico sleazy  kick-ass rock’n roll tanto caro a gentaglia del calibro di Aerosmith (i primi!) e Faster Pussycat, mixato al punk urgente di Ramones e The Zeros e tralasciando finalmente i suoni moderni e “alternative” in cui si erano cacciati negli ultimi lavori in studio (ricordate i suoni di “Today The Devil”, “Tomorrow The World”?).

Ottimo il riff iniziale della title track “Three Sheets To The Wind” che da al brano quella ruvidezza molto seventees che tanto ci piace mentre il chorus fa centro facendo strike in modo disarmante. Il ritmo lascivo e maleodorante di “Last To Arrive, First To Die” sembra uscito dalla penna di Taime Downe, Brent Muscat e Greg Steele direttamente dal debutto dei Pu-pu-pu-pu-pupupussy Caat ed è sicuramente la più valida delle tre tracce.

L’ultima “Little Miss Miserable” è un incrocio bastardo tra i Dogs D’Amour ed i Star Star… e mette fine – troppo presto – a questo “coiptus interruptus”….viene voglia di ripremere “play”??? …direi di si….

Niente di nuovo sotto il sole e queste tre canzoni non sposteranno di un millimetro lo status della band dell’East Coast ma fa sicuramente ben sperare in un futuro disco… la direzione intrapresa è quella giusta ora sta a trovare una decina di altre songs a questo livello ed il gioco è fatto! Auguri !

Trashed Planet BMI/Find Your Fangs Records 2015
www.eroticrocknroll.net

MATTEO TREVISINI

Frontiers Records

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