25 years

The Loyalties – ‘Til The Death Of Rock & Roll

The Loyalties - 'Til The Death Of Rock & Roll

Una doverosa premessa: questo è uno di quei dischi che piace a tutti coloro che quando si trovano nel cesso del proprio locale del cuore, in mezzo a una pozza di piscio e uno schizzo di vomito, si sbottonano la patta compiaciuti sentendosi a casa. Perché sì, questa è roba che piace a chi ama bere la birra. Tanta birra. È uno di quei dischi che piace a tutti coloro che schifano, sopracciglio inarcato e faccia da schiaffi, le tastiere cotonate e le ugole di cristallo. Perché sì, questa è roba che piace a chi si sente un po’ orfano di Dead Boys e compagnia cantante. È uno di quei dischi che piace a tutti coloro che se ne fottono beatamente dell”originalità a tutti i costi”, ai discepoli dei “three chords and the truth”. Perché sì, nel rock n roll è già stato detto/suonato tutto e blahblahblah… ma ogni tanto sbuca sempre fuori qualcuno in grado di miscelare sapientemente quei quattro cazzo di ingredienti, e allora la magia si ripete. E quando questo avviene noi, spocchiosi settari adoratori di qualunque cosa faccia pendant con “perdente”, sogghignamo e ci stappiamo una birra fresca. Cheers! Olé!

Premessa finita, ora vi parlo un po’ del secondo disco dei The Loyalties, punk rock band di Soho composta da ex membri di Black Halos, Yo-Yo’s e Deadline. Ora, se siete arrivati a leggere fin qua, questo dovrebbe bastarvi per comperare a scatola chiusa il disco. E, già che ci siamo, accompagnare l’ascolto a un six pack di birra, come se non ci fosse un domani. Non vi ho ancora convinto? Ok bastardi, passatemi una birra e procedo.

Apre la title track “‘Til The Death Of Rock & Roll”: intro, strofa, pre e -zac!- ritornello da singalong furibondo. Tutto perfetto, e sono passati poco più di 60 secondi. En passant, questo è il singolo dell’album, e il video che lo accompagna riproduce una partita a Cluedo. Chi sarà l’assassino? Quel tizio col veleno ha un’aria davvero sospetta…
“The Will To Kill” ha come ospite Nella Johnson, cantante de The Barker Band, una country band locale, ed è uno dei pezzi che mi ha colpito da subito, una indovinatissima melodia di guitarra introduce botta e risposta vocali, uno dei pezzo più melodici del disco, seguita a ruota da “Death Girl”, pronta a colpire e affondare il cuore di ogni punk rock hero che si rispetti. L’ascolto di “Whiskey Under The Bridge” (che contiene un piccolo tributo a Chinese Rocks) vi obbligherà a una notte in bianco fatta di eccessi, e quando il vostro cuore sarà spezzato dalla vostra dolce metà, beh sarà il momento di mettere a tutto volume “Ashtray’s Empty”. “One Reason”, et voilà, un altro calcio ben assestato nelle parti basse, e il singalong diventa imperativo, e con “Whole Lotta Hate” avrete la soundtrack perfetta per lanciarvi in una rissa. “Carry Me Home” e “Rock & Roll Over (And Die)” chiudono in bellezza, bicordi di guitarra che disegnano melodie perfette e linee vocali al sapore di bourbon e nicotina che deflagrano in ritornelli che si stampano in testa con una immediatezza pazzesca.

Se vi piacciono band come Black Halos, Yo-Yo’s, Wildhearts, 3 Colours Red, NY Loose, American Heartbreak etc etc e se avevate apprezzato il precedente lavoro “So Much For Soho” dovete fare V-O-S-T-R-O questo disco!

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