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Michele Campanella: ep tributo agli Aerosmith

Un tributo agli Aerosmith davvero particolare. Tre canzoni della mitica band americana rivisitate con arrangiamento per pianoforte (a quattro mani) e voce.

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Michele Campanella Pianosmith

A maggio 2020 è uscito l’EP ​Pianosmith – A tiny piano & vocals tribute to Aerosmith, di Michele Campanella​, polistrumentista classe 1978, di Milano, già autore dell’album hard rock “Hot Wax Drippin’”.

Pianosmith è un tributo agli Aerosmith davvero particolare. Tre canzoni della mitica band americana riviste per pianoforte e voce. Anzi, per due pianoforti (pianoforte a quattro-mani) e voce. Un disco di cover, si, ma molto ​originale.

Tre brani hard rock suonati in uno stile pianistico a metà strada tra il rock’n’roll e la musica classica. Un modo di suonare speciale, quello di Michele: percussivo, capace di sostenere il tempo, pur non essendoci la sezione ritmica di basso e batteria; molto tecnico, ma libero da ogni schema, capace di unire velocità e fantasia. Michele ha rivisitato sul pianoforte i riff hard rock di Joe Perry, trovando un equilibrio tra la necessità di essere fedele ai brani originali e la grande differenza tra un pianoforte ed una chitarra elettrica. La velocità e la tecnica pianistica di Michele completano l’opera. Lo stile vocale di Michele è vincente: una voce hard rock graffiante, capace di interpretare in modo fedele ma personale i brani, pur trovando una propria identità; non facile, considerando il riferimento -inarrivabile- degli originali cantati da Steven Tyler.

Tracklist:

01.Let the Music Do the Talking (dall’album Done With Mirrors del 1985).
Nel brano originale la chitarra elettrica è suonata con lo slide: niente di più lontano dalle possibilità di un pianoforte. Nonostante ciò, il riff principale viene riproposto sul pianoforte con fedeltà, ma con un approccio tra il rockabilly e il classico. Su questa idea si sovrappone la voce hard rock di Michele. Un mix straordinario. Una parte strumentale, intorno all’assolo, in cui ci si immerge in un mondo puramente pianistico, per poi tornare sullo stile hard rock del ritornello.

02.Hangman Jury ​(dall’album Permanent Vacation, 1987).
Il brano originale è già di suo molto particolare e affascinante. L’introduzione pianistica lascia a bocca aperta. I due pianoforti si alternano, riproponendo il riff iniziale che -nell’originale- è suonato dalle chitarre (ancora con lo slide!) e dall’armonica, altro strumento molto distante da quello a tastiera! La voce roca di Michele interpreta in modo originale un testo particolare, quasi a voler enfatizzare i personaggi della canzone. Molto intensa la strofa, carica di espressione, con un crescendo di intensità, fino al ritornello, rivisto in modo originale, così come l’assolo.

03.Line Up (​dall’album Get a Grip, 1993).
L’originale è un brano ricco di energia. Veloce, semplice, con un riff di chitarra (neanche a dirlo, con lo slide!) molto accattivante e la voce superlativa di Steven Tyler. Il pianoforte di Michele propone un inizio fulminante, con una scala rapidissima seguita dal ritmo incalzante dello stile pianistico percussivo. I cori (presenti in tutti i brani di Michele) ripropongono l’intenzione del brano originale, aggiungendo colore alla canzone. Lo stile rock’n’roll pianistico si sposa molto efficacemente con l’originale e il cantato graffiante fornisce la giusta verve hard rock al brano.

Biografia

Nato a Milano, in Italia, nel 1978, Michele Campanella è polistrumentista. Suona la batteria, il basso, la chitarra, il pianoforte e canta.

Nel 2014, Michele ha pubblicato il suo primo album solista “Hot Wax Drippin’ “, genere hard-rock, come one-man-band, suonando tutti gli strumenti. L’album ha ricevuto recensioni entusiastiche. Alcune tra queste:

Riff blues che fanno saltare […] sullo stile Van Halen [..]. Un album davvero soddisfacente”. Magazine PowerPlay, Regno Unito

“Il lavoro di Michele Campanella è geniale in termini di qualità, capacità tecnica, personalità e passione” Rock Hard, Italia

Nel 2020, Michele ha pubblicato “Pianosmith – A tiny piano & vocals tribute to Aerosmith”. Tre canzoni, arrangiate per due pianoforti (pianoforte a 4 mani) e voce. Un piccolo omaggio a una delle band preferite da Michele.

La carriera musicale di Michele è iniziata, infatti, dal pianoforte. Ha iniziato a suonare all’età di 7 anni, ha frequentato lezioni di musica classica fino all’età di 14 anni. Ha poi iniziato ad ascoltare musica blues, rock’n’roll e hard rock. Ecco perché ha iniziato a suonare chitarra, basso, batteria e quindi a cantare.

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Frontiers Records

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