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Lester Greenowski

Fresco di nuovo album registrato con diversi ospiti, torna su Slam! Lester Greenwoski e dove si parla dell'artwork realizzato da Rich Jones, dei Rats, Vinnie Vincent e di The Dirt...

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lester greenwski

Ciao Lester e bentornato, partiamo subito e parliamo del nuovo disco iniziamo dal titolo…

Ciao Moreno, grazie mille dello spazio, del tuo interesse, come al solito sei il buon samaritano. Il titolo “Out Of Tune, Out Of Key” tradotto significa più o meno “Scordato e fuori tonalità”.
Come tutti i miei dischi precedenti racconta la mia vita durante il periodo in cui l’ho inciso. I miei 36 anni, un modo di vivere che per chiunque altro potrebbe sembrare precario, traballante ed appeso ad un filo ma che io trovo assolutamente mio, tagliato su misura, quasi unico. Pochi affetti carissimi, un mare di conoscenze, la testa non certo a posto ma nemmeno fuori dall’ orbita terrestre, non un musicista a tempo pieno ma uno che dedica ogni secondo della giornata alla propria passione, vivendo in un posto e partendo per tanti posti diversi quasi ogni giorno.
I brani raccontano il mio cammino verso una sobrietà che ormai era necessario ritrovassi, la perdita di alcuni affetti fondamentali, un po’ di consigli e rassicurazioni che mi sarebbe piaciuto poter dare ad un giovane me, la storie di alcune persone conosciute negli ultimi anni che mi hanno toccato da vicino.
Insomma ho aggiornato il diario di bordo. (ride nda)

Il disco è disponibile anche in vinile e in diversi formati…

Sì ne abbiamo fatto una versione in cd e una versione in vinile gatefold con adesivo, poster, un paio di tracce bonus, insomma un modo carino per invogliare a comprare il formato “feticcio” per eccellenza.

L’artwork invece?

L’ artwork é opera di Rich Jones chitarrista per Black Halos, Amen, Michael Monroe, Loyalties, Dogs D’Amour etc. conosciuto ormai più di dieci anni fa quando aprimmo un po’ di date per i Dogs D’Amour e successivamente ritrovato nei Loyalties nel bill del Slam Summer Party del 2006 assieme a noi e ai Teenage Casket Company.

Rich da sempre è anche un artista grafico di talento, negli anni ha curato artwork per Monroe, Ginger, Role Models, Steve Conte, Dregen etc. Gli ho chiesto se gli andava di fare qualcosa assieme ed ha accettato. Siamo partiti da un vecchio adesivo di Bowie il resto è venuto naturale come bere un bicchiere d’acqua.

Entriamo nel dettaglio delle tracce, ho visto che ci sono un sacco di ospiti …

Esattamente come il disco precedente ho cercato di coinvolgere più amici possibili Honest John Plain (The Boys, Crybabys, Ian Hunter), Wilko Zanni (Rats, Megajam5), Davide Ferrario (Battiato, Nannini, Pezzali), Francesco-C, Biba (Revo), Dario Piani tanti altri, mi piace lavorare con persone diverse è sempre molto stimolante, sicuramente un valore aggiunto non indifferente al disco ed é una buona scusa per ritrovarsi in un ambiente che amiamo facendo quello che ci piace di più.

@wilko_z quello che come fa, fa sempre bene perché a noi ci piacciono le robe "alla vecchia" e tra quelli lì di quella "parrocchia" lì poco, poco e ci leggiamo nel pensiero. Quello che da subito ha sempre capito dove volevo andare a parare, mezza nota tanti anni fa e un "Molto Hanoi Rocks" che non mi sono mai dimenticato perché più esaustivo di mille parole. Sempre un buon consiglio e una pacca sulla spalla di incoraggiamento. Quello che mi sento di poter chiamare un amico, insomma proprio quello lì mi regala un assolo spaziale per il prossimo disco. Grazie mille Wilko t'é seimper toghessim'! #wilkozanni #lestergreenowski #esagonorecordingstudio #rubiera #stefanoricco #bibalugosi #upcomingalbum #gibson #voxac30 #rats #rocknroll #glampunk #punkrock #modenadoc #toghessim #allavecchia

Pubblicato da Lester Greenowski su Lunedì 7 agosto 2017

Ricordo un paio di concerti memorabili dei Rats di quando ero ragazzino e ora Wilko Zanni suona con te… Come è nata la vostra collaborazione?

Non ricordo quando ho incontrato Wilko la prima volta, per me è stata una presenza costante da quando ho cominciato a suonare, mi ha visto da vicino in tutte le fasi, da adolescente brufoloso alle prese con la prima batteria, fino ad oggi.
Wilko ovviamente é sempre il leader dei Rats che tra l’altro hanno inciso un disco di reunion fantastico qualche anno fa “Siete in attesa di essere collegati con l’inferno desiderato” inoltre suona in tantissime situazioni mai scontate e sempre interessantissime.

Sono già due dischi che mi fa il regalo di venire in studio, questa volta si è anche prestato nel consigliarmi, ascoltare le mie tirate da psichiatrico indirizzandomi in un verso piuttosto che in un altro, gli ho appioppato a forza il ruolo di produttore artistico e lui è stato così gentile da non mandarmi a cagare. (ride nda)

Ogni tanto viene a suonare con noi e quando succede so già che sarà una serata da ricordare, Wilko è talento allo stato puro, genera un elettricità sul palco che ti contagia, ti spinge a dare il meglio, ti entusiasma.

Credo che la sua carriera parli per lui e non credo ci sia niente che io possa dire che riesca veramente a rendere giustizia a che artista sia. Personalmente generoso, disponibilissimo, mi ha sempre incoraggiato e si è sempre speso per amor di bandiera anche quando ero solo un ragazzino, tra i primissimi che abbia capito cosa stessi facendo e dove volessi andare a parare.

Abbiamo tante passioni musicali in comune, ci intendiamo perché parliamo la stessa lingua, non so se riesco a spiegarmi. Assieme ai riferimenti comuni c’è poi una sensibilità che a me piace pensare “tutta emiliana”, forse addirittura modenese, per la melodia, il fraseggio, i cori, gli abbellimenti in generale fino ad un modo di intendere l’ unità canzone che anche senza farlo apposta ci unisce.

Pezzo preferito dei Rats?

Sarà banale ma “Chiara“, una lettera dall’autore a sé stesso ed alla propria passione che chiunque abbia questa “malattia” della musica dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita.

…a proposito, non hai mai registrato nulla con il cantato in italiano?

Ho una quindicina di tracce scritte negli anni un po’ per gioco, un po’ per altre persone, mi piacerebbe veramente avere più tempo e più energie per poter fare qualcosa anche in quella direzione. Chissà non é mai detto, il fatto che chi le ha sentite non si sia mai messo a vomitare direi che é un buon inizio. (ride nda)

Sbaglio, o mi dicevi che hai nel cassetto materiale per almeno altri due dischi?

Ti spiego come funziona per me, io non ho periodi particolari in cui scrivo, scrivo praticamente sempre; per me é proprio una valvola di sfogo, c’é chi va in palestra, chi al cinema, chi fa i massaggi, io mi rilasso strimpellando la chitarra e inventando sopra agli accordi una melodia. Alle volte funziona subito, altre ci vuole più tempo, qualche volta anche anni perché un idea prenda forma, in ogni caso mi segno sempre tutto.

Quando incido un disco diventa quasi come facessi una bella compilation per qualcuno a cui voglio bene, cerco di guidare chi ascolterà in un “viaggio”, così scelgo tra i pezzi che ho scritto quelli che mi sembrano più adatti a “convivere” nel contesto di un disco e che rispecchiano maggiormente cosa sto vivendo in quel periodo.

Spesso le bozze dei mie pezzi non hanno un testo o comunque non è quasi mai completo quindi una volta ripresi in mano i brani, prima vengono rinfrescati, struttura, melodia, riff, arrangiamenti, una messa a punto e poi passo al testi di cui sin dal inizio ho un idea generale e qualche frase chiave ma che necessariamente vengono completati tutti nello stesso arco di tempo.

Al momento mi ritrovo con una sessantina di canovacci che opportunamente lavorati possono in brevissimo tempo, un paio di settimane, trasformarsi in un paio di dischi da dodici tracce l’uno, ti dirò di più uno più Heartbreakers / The Boys e uno più Mink Deville / Dogs D’Amour.

Avrai capito che non vedo l’ora di tornare in studio al più presto. (ride nda)

Lo scorso anno sei salito sul palco con Crybabys, The Boys e Darrell Bath, qualche aneddoto su questi storici personaggi che si può raccontare?

Dopo otto anni come bassista di Honest John Plain e quattro con i Crybabys, una quindicina di tour e tre dischi assieme siamo ormai  una famiglia allargata e quindi capirai benissimo che i panni sporchi si lavano in famiglia. (ride nda)
Quando Duncan Reid ha lasciato la band ho anche rischiato di fare parte dei Boys, per fortuna sono rinsaviti e hanno preso Kent dei Sator (ride nda) con il quale ovviamente siamo amicissimi, di cui sono super fan e non mi vergogno assolutamente ad ammettere che mi sogno la notte di essere bravo la metà di quello che é lui.
Certi giorni mi sembra irreale pensare che ho un rapporto del genere con gente che è stata tanto tempo nel mio stereo durante l’adolescenza, mi sento veramente fortunato.

lester greenwski

Parliamo un po’ di gruppi a caso… Kiss: hai visto Vinnie Vincent?

Mai piaciuto, lo ringrazio per il suo contributo compositivo ma non l’ho mai digerito come membro dei Kiss. Sì ho visto tutto, direi che è meglio che si concentri sui suoi cani e lasci perdere la musica e soprattutto i fan che continua a prendere in giro e buggerare ogni volta che gliene viene data l’occasione.

Motley Crue: c’è il nuovo film e il nuovo singolo, cosa ne pensi?

Sono tra i pochissimi a cui non é piaciuto il film, mi sembra troppo cliché, molto poco profondo, non che i Crue siano chissà quali pozzi di profondità ma tutta questa attenzione agli eccessi a scapito della musica non penso renda giustizia alla band. Sappiamo tutti benissimo quanto l’amalgama di quei quattro elementi sia irripetibile, come irripetibile sia il cambiare sound, look, scrittura, persino il logo della band per tutta la prima decade della propria carriera riuscendo comunque ad anticipare sul tempo tutta la concorrenza ed intercettando perfettamente lo spirito di un decennio.

Allora capisco perfettamente che chi conosce la storia nei minimi dettagli si sia entusiasmato nel vederla sullo schermo ma mi fa incazzare il pensiero che chi non se sa niente possa credere che quattro coglioni qualsiasi con abbastanza droga e abbastanza figa avrebbero potuto fare lo stesso. Live Wire non la si scrive tutti i giorni neanche se ti chiami Nikki Sixx, ci vuole del genio anche solo a pensare di fondere Pistols e Sweet nel 1981 inventando un sound che cambierà le charts radiofoniche di lì a dieci anni, figuriamoci a farlo in un modo credibile ed efficace. Insomma come avrai ben capito mi è sembrata la storia di quattro canzoni più che la storia di quattro canzoni geniali come è in realtà. (ride nda)

Per quanto riguarda i nuovi pezzi The Dirt l’ho trovata molto carina, le altre due non mi hanno lasciato nulla mentre la cover la trovo proprio orribile.

Tommy Lee ha accuato i Kiss di avergli copiato la scenografia del tour… ma qual é la scenografica più figa che hai visto?

Io non sono mai stato fan dei mega tour o degli stage antics, anche se adoro gente che ha inventato i mega tour e gli stage antics (Kiss, Cooper, Bowie etc.) ma per loro sfortuna io amo la loro musica. (ride nda)
Personalmente datemi tutta la vita gli show nei piccoli club e sarò l’uomo più felice del mondo. La cosa più bella per me é stato vedere Alice Cooper, che avrò visto almeno una quindicina di volte, quando al Gods of Metal del 2004 si é esibito con solo un backdrop. Qualcuno diceva “Let The Music Do The Talking” sono d’accordissimo.

Continuiamo a fare un po’ di gossip sul mondo della musica: Sebastian Bach è da anni che tenta di tornare con gli Skid Row, ce la farà?

Ma dai!!! No guarda ti dirò una roba di quelle che penso possa sottolineare che gusti strampalati posso avere, mi piace tanto il primo degli Skid Row, giusto un paio di pezzi da Slave To The Grind ma per il resto zero. Trovo Bach dal vivo insopportabile, proprio sgradevole, anche da giovane, ho i vecchi home video degli Skid Row in vhs, una manciata di bootleg, almeno due dischi solisti di Bach e l’ho anche visto dal vivo due volte ma proprio mi da fastidio, in studio fantastico dal vivo la sua voce mi urta il sistema nervoso. Gli Skid Row da Subhuman Race a oggi non mi dicono niente, fighi, bravi a suonare ma proprio non é la mia cup of tea.

Ho visto un video di Michael Monroe che suona sul disco di Andrea Brosio & White Cloud Fire, conosci?

Yes capo! Ragazzo italiano, trasferito in Scandinavia, frequenta conservatori assortiti, si gioca la carta del reality e gli va benissimo. Felicissimo per lui ma giuro non per fare il rosicone o lo snob ma anche qui not my cup of tea.

Lester Greenowski

Mai pensato di partecipare a qualche reality musicale anche solo per farti un po’ di pubblicità?

Me lo dicono tutti, in continuazione, da anni, probabilmente sono io a sbagliare ma non sento sia quello il mio ambiente. Non ci vedo niente di quello che mi interessa nella musica.
Credo che, oggi più che mai, la gente finisca a suonare perché ha un bisogno atavico di conferme, un bisogno di ingrassare il proprio ego essendo al centro dell’attenzione.

Lungi da me dipingermi come il duro e puro della situazione, quello senza macchia o quello che si accontenta della cameretta, Dio solo sa quanto sono una prima donna isterica ma ti giuro che per me il fine ultimo della musica é fare la musica e non farsi vedere.

Adoro l’energia che si innesca quando fai una cosa che ti piace sul palco e piace anche a chi ti viene a vedere, ciò che ti torna indietro in quei momenti è impagabile, ma non credo riuscirei ad accettare i compromessi connaturati ad un certo tipo di ambiente, non penso proprio mi renderebbero felice.

Lester Greenowski

Come hai pensato di promuovere il disco?

Come sempre, tante date e qualche video, sono molto old school anche perché di tutta questa tecnologia capisco pochissimo. Algoritmi, insights, hashtag, sponsorizzate ecc. ci provo ma non sono esattamente il mio pane quotidiano; io so scrivere le canzoni e, sicuramente sbagliando, mi concentro soprattutto su quelle. Sono abbastanza convinto che non metterò mai insieme il pranzo con la cena con la mia musica per tanto non essendo una questione di vita o di morte cerco di incanalare tutte le energie facendo ciò che mi fa stare meglio.

Siamo ai saluti…

Grazie mille Moreno per lo spazio e per il supporto, come tu faccia a sopportarmi ancora dopo tutti questi anni no lo capirò mai, ho tanta voglia di vederti. Un abbraccio forte.

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